L’elenfaletto

L’elefanletto singolo, (Elephas maximus lectus), con base in palissandro delle Indie e morbido rivestimento della spalliera in elefante asiatico, rappresenta un’alternativa al tradizionale letto.
La dormouse è circondata da quattro morbide zampe da utilizzare come braccioli e poggiapiedi e due zanne, di piccola fattura, pratici come appendiabiti. Il modello è indicato per climi temperati, in quanto le orecchie di non grandi dimensione refrigerano con una potenza massima di 1500 BTU/h.
L’elefanletto maxi (Loxodonta africana lectus) corrisponde al classico letto matrimoniale, spazioso e accessoriato. Le quattro zampe ai quattro angoli fungono da comodi tavolinetti. Le zanne-appendiabiti possono essere dotate di casse acustiche per un’efficace effetto Home Theatre.
La potenza fino a 3000 BTU/h delle grandi orecchie permette un costante refrigerio anche nelle fasce climatiche più calde e umide, grazie alla funzionalità deumidificante. Il liquido raccolto può essere usato per una confortevole doccia utilizzando la proboscide in dotazione.

È assolutamente sconsigliato l’uso, sui due modelli, di computer portatili dotati di mouse. Si è riscontrato, in pochi casi su migliaia di modelli venduti, che i letti tendono a rizzarsi in posizione verticale, emettendo forti barriti, con inevitabile disagio per i clienti e per gli altri condomini nonché con il fondato rischio di vita e inevitabile distruzione delle suppellettili dell’appartamento.

                                                                        Il rinocaronte

Il rinocaronte è un mammifero dal corpo massiccio con una gran testa sormontata da uno o due corni e zampe colonnari terminanti con grandi cuscini d’aria.
L’occupazione principale degli esemplari maschi consiste nel traghettare dall’una all’altra riva dell’Acheronte le anime defunte. Nei rari momenti di riposo sono impegnati, oltre che a nutrirsi, a insidiare sessualmente gli esemplari femmina.
Il rinocaronte, all’inizio di ogni turno di lavoro, segnala l’imbarco spalancando le froge e guardando gli sfortunati con occhi di bragia. Fatti stipare sul dorso come meglio si può, impartisce loro con ostentato disinteresse le istruzioni sui comportamenti da seguire in caso di emergenza, accompagnandole con rapidi movimenti della coda.
Immediatamente dopo la repentina partenza il panico assale i malcapitati assieme alla consapevolezza di effettuare il loro ultimo viaggio. I meno pronti si ritrovano in acqua o perdono i preziosi bagagli quali beauty case, ombrelloni, pellicce e dentiere.
Il rinocaronte, scivolando leggero sull’acqua grazie ai cuscini d’aria posti sotto le zampe e ruotando la coda come un’elica, giunge così rapidamente all’altra sponda che gli estinti non trovano il tempo per interrogarsi su cosa li attenda.
La manovra di attracco è salutata dal tipico “duuuu orf orf orf” delle rinostess di terra. Il rinocaronte risponde issando a mo’ di periscopio l’organo sessuale, organo utilizzato proficuamente durante la navigazione come timone di direzione ed emettendo, infine, il tipico segnale di natante in manovra “fu fiuuu”.
Poi, facendo macchine indietro, si arresta di colpo. La brusca riduzione di velocità catapulta i trapassati direttamente sulla battigia; essi s’incamminano mogi verso l’atrio buio dell’Ade, seguendo le indicazioni fornite dai cartelli multilingue posti sul bagnasciuga.
A volte, a causa della ben nota vista limitata del rinocaronte, alcune anime sono scambiate per le rinostess e vengono inseguite dall’animale ansioso di mostrar loro le avanzate caratteristiche tecniche del grande timone.
Sovente lo sventurato non riesce a sottrarsi alla fastidiosa spiegazione.

by Sthepezz

@Conte27513375

 

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