Di solito, quando scrivo, lo faccio di getto digitando parole che a poco a poco danno forma al mio pensiero. Scrivo di qualcosa che mi colpisce, di un argomento che sento “mio” e di cui sento la necessità di esprimere il mio pensiero.

In questi giorni non avevo idee riguardo a nessun argomento in particolare, poi mi sono imbattuto in questa immagine ed ho deciso di dire la mia a riguardo.

L’immagine ritrae un bambino, di 7/8 anni massimo, che dorme tra le sepolture dei suoi genitori morti sotto un bombardamento ad Aleppo.

E’ un bambino piccolo, troppo piccolo per restare solo al mondo e troppo piccolo per affrontare qualcosa di talmente grande e crudele.

Quando vedo immagini di questo genere, penso sempre alle parole di Primo Levi in “Se questo è un uomo”, “Meditate che questo è stato” scriveva il chimico piemontese reduce dai campi di sterminio nazisti.

Abbiamo la memoria corta noi, dimentichiamo tutto pur sapendo quello che è accaduto. 

Presto o tardi, dimenticheremo anche questa immagine, dimenticheremo il dolore che un bambino di troppi pochi anni è costretto a vivere per qualcosa che non ha scelto, dimenticheremo che la guerra porta morte e distruzione ovunque.

Diremo che Aleppo è molto lontana da noi e che dobbiamo pensare alle nostre “sventure”.

“Prima gli italiani” urleremo a gran voce, per poi fregarcene altamente del vicino in difficoltà, per poi ignorare le collette alimentari della Caritas che spesso servono agli italiani, per poi ignorare l’anziano che ha bisogno di attraversare la strada.

La nostra sola fortuna è quella di essere nati nella parte “buona” del mondo, quella che non conosce guerre da più di 70 anni, quella che ci permette (nella maggior parte dei casi) di vivere vite tranquille “nelle nostre tiepide case”.

Ci auto assolviamo perché siamo consapevoli di essere colpevoli ed impotenti davanti a tragedie più grandi di noi.

Il futuro e la vita di quel bambino sono compromessi per sempre, rendiamogli almeno un attimo di riflessione, doniamogli almeno un pensiero.

Raffaele Ditaranto

@lateoriadelboh

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