Era il 14 di marzo, quando lei, tuonando nella stanza sorniona diceva:<amore, per il mio compleanno mi regali un bella borsa?> Tra i sudori freddi, sono riuscito solo a sorridere ed annuire chiedendo:<quale ti piace di più amore?> e lei infingardamente mi ha risposto:<amore, mi conosci meglio di me, fammi una sorpresa> (in quel momento, ho capito la storia delle esperienze mistiche e del tunnel con la luce in fondo o comunque ci sono andato vicino), lascio cadere il discorso lì, con la faccia di chi sa cosa fare, ho un mese, il compleanno è il 19 aprile, ho tutto il tempo, posso farcela!

Dopo ere geologiche passate al pc, guardando mille: articoli, blog, opinioni di consumatrici, siti aziendali, sfilate di settore ed un’altra marea di cose da donna (sono un uomo perdincibacco!). Ormai capisco che quattro sono i posti dove deve andare:

  • Hermes
  • Gucci
  • Vuitton
  • Chanel

Il resto è noia parlando di borse.

Io sono di Milano e l’unico posto a Milano, dove tutti questi negozi sono ad un massimo di 100 passi l’uno dall’altro… è l’oscuro quadrilatero della moda (Via Monte Napoleone, Via Alessandro Manzoni, Via della Spiga e Corso Venezia, mettiamoci anche via Sant’andrea come tangente) Voi sicuramente conoscerete le leggende sul triangolo delle Bermuda, ecco, qui è peggio, ha un lato in più e ci sono russi e giapponesi sorridenti. E’ il 16 aprile.

Entro da Hermes, il locale è spazioso e luminoso, i commessi gentili, anche troppo. Faccio un giro nel reparto uomo, vedo delle cinture da urlo, quasi urlo, ma poi no… che non è Zalando. Mi sposto verso la parte borse e vedo lei, la Birkin… Intorno, tipo una folla di pazze smaniose. Ne avevo letto e sentito parlare, non ci metterei le mani dentro (come in nessun’altra borsa al mondo… La mia è paura dell’ignoto lo so) però devo ammettere che ha il suo perché e capisco la folla di pazze. Mi avvicino alla commessa, chiedo sottovoce il prezzo (che venale che sono!), non l’avessi mai fatto! Sguardo d’intesa tra le commesse, che con occhi strabuzzati iniziano ed enunciarmi prezzi che vanno dal valore di una Fiat Panda, al costo di un monolocale in una zona semicentrale. Preso dal coraggio, comincio a pensare se il mutuo lo dovrò fare a trenta o a vent’anni, intanto esco, sempre con la faccia di chi sa cosa fare.

Faccio 14 passi, ed ecco Gucci. Entro, ormai pronto a tutto. Un forte odore di vaniglia, l’ambiente è più scuro e i commessi sono tutti vestiti di nero. Come al solito, per non dare nell’occhio, mi lancio nel reparto uomo. Mi avvicino alle scarpe, vedo delle belle Sneaker con la classica trama tipica del marchio, ci faccio un pensiero, prendo fiato e mi lancio nel reparto borse. Qui l’atmosfera è diversa, più giovane. Mi avvicino ad una commessa, praticamente un’abitante di Babele centro, 14 lingue, tra cui il coreano stretto di borgata. Le chiedo umilmente un consiglio, lei mi porta verso un modello; Dionysus GG Supreme, il costo pari ad una settimana per 2 alle Canarie all inclusive (non accenderò il mutuo almeno) è graziosa, elegante, guardo anche altre colorazioni, potrebbe andare, però ancora non son convinto. Ringrazio, esco e ci penso; sempre con la faccia di chi sa cosa fare.

Attraverso la strada, Via Montenapoleone ha le sue bellezze, sembra davvero di essere in un altro mondo, vedo l’insegna ed entro da Luis Vuitton. Come al solito, vado nel reparto uomo, mi incuriosiscono dei cappelli, uno in particolare, marrone a tesa stretta, con intorno alla base un nastro di tessuto marchiato LV beige, lo provo, mi guardo al primo specchio. Intanto che miravo un cappellaio matto del 2017, passa una commessa e sorridendo mi dice:<sembra fatto apposta per lei> ancora stordito dalla lusinga, poso il cappello e chiedo alla furba commessa il consiglio per una borsa, mi mostra il modello Alma. L’avrò vista forse un milione di volte in giro, un’icona, tra tutte, forse è quella che stacca di più su tutto, non dico che ci puoi andare in giro vestita in tuta, però quasi. Chiedo il prezzo, ormai non mi spavento più di nulla, la solita settimana a Tenerife per due. Ho quasi scelto, mi manca solo un posto dove andare. Esco e vado verso la vicina via Sant’Andrea. Mi avvio con la faccia di chi sa cosa fare.

Coco Chanel con accanto la 2.55 PH@Mike de Dulmen

Arrivo in Sant’Andrea, vedo lo show room, entro. Capisco già molto dall’ingresso, eleganza, un leggero profumo di lillà, le commesse vestite meglio delle clienti. Il reparto uomo non l’ho neanche cercato, vado verso una foto di una signora, appesa al muro, con accanto una piccola borsa, chiedo:<chi è?> alla commessa, mi risponde incredula:<è mademoiselle Coco Chanel>, quasi mi sento un cretino, pero incalzo:<bella quella borsa, la fate ancora?> La commessa mi uccide con lo sguardo, volevo emigrare in Canada a tagliar boschi in quel momento, poi si calma e mi dice:<è la 2.55 la nostra borsa più venduta> chiedo il prezzo (sempre più venale, ma più di un mutuo non mi danno), praticamente l’equivalente di due settimane alle Maldive, però quanta eleganza. Esco con la faccia di chi sa cosa fare.

Ora ho tutti gli strumenti per pensarci, vado in un bar e prendo un caffè. Eureka! Mi balena la soluzione, esco dal bar, mi avvio nel negozio prescelto, faccio impacchettare e sono pronto alla festa. Esco con la faccia di chi sa cosa ha fatto.

Arriva il 19, festa a sorpresa. Dopo tutti i festeggiamenti, entro con il mio grande pacco, vedo nei suoi occhi scritto Birkin. Apre il pacco… gli occhi delusi, la faccia mesta, tira su quella cosa e dice:< e questa che che borsa è?> io:< in realtà è uno zaino grande, della Ferrino eh,(abbigliamento da escursioni) guarda dentro>. Aprendo lo zaino il volto tetro si riempie di luce e lacrime gioiose, in mano una prenotazione, Milano-New Dheli, New Dheli-Milano; il suo sogno di ragazza. Lo sapevo!

Perché i love shopping, ma non troppo. Preferisco i sogni.

A presto

@ilPhirlosofo

(copertina tratta da Arome Web Magazine)

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