Succede che un giorno qualunque, due persone che non hanno nulla in comune né mai si sono incontrate, decidano di recarsi nello stesso istante nel medesimo luogo, non sarebbe poi così strano, se non fosse che quel luogo è un quadro

Il bacio di Klimt.

Ogni anno torno a Vienna, non riesco a stare troppo distante da Il Bacio di Klimt, due giorni solo per me, ore trascorse davanti a quest’opera, vorrei scoprire il segreto di una magia che puntualmente mi travolge. Non sono più una ragazzina eppure io quel bacio non l’ho mai vissuto, non è assolutamente uno qualunque, quello è “Il bacio”. Un lembo di prato sospeso nell’universo a far da tappeto all’amore, infinite minuscole stelle a dare luce su quell’abbraccio che racchiude tutto. Lei mimetizzata dentro lui, i corpi fusi e confusi dal calore, le mani nodose di lui ammorbidite dal candore di lei. Il mio sguardo si posa sui piedi, la sola parte staccata da quell’unico corpo che sono i due amanti, penso che siano freddi quei piedi perché soli e sospesi nel vuoto.

Ma cosa c’è dentro quel bacio? Quale magia provoca l’estasi di lei? Così provo ad immaginare gli istanti che lo hanno preceduto e poi mi rendo conto che non può essere il solo frutto di un amplesso, nessun uomo ti bacerebbe in quel modo, in quel bacio c’è molto di più, quasi lui le dicesse “sei tu”, come se posando dolcemente le labbra sulla pelle di lei, la inglobasse al suo interno e ne riconoscesse quell’amore che non è fatto di regole ma di essenza, quel constatare con devozione la presenza di un’emozione cercata e materializzata nel corpo della donna.

Poi torno sullo sguardo di lei, quello che racchiude tutta la carica emotiva di questo dipinto e la esplode verso l’esterno, lei che accoglie in estasi i pensieri di lui trasformati in bacio, lei che si lascia risucchiare dolcemente dentro lui riconoscendo quello come il suo posto. Così mi emoziono, ogni volta con la stessa intensità, fino alle lacrime, senza riuscire a staccare un attimo lo sguardo.

Io però mi domando cosa voglia questa persona al mio fianco arrivata un paio di minuti dopo me, ho sempre desiderato stare da sola davanti al mio quadro preferito, detesto condividere queste emozioni, ma oggi non è così. Con la coda dell’occhio cerco di capire chi sia questo arrogante che con tanto spazio doveva mettersi a un centimetro da me. Avrà anche visto la mia commozione, la gente è veramente maleducata.

Ma adesso cosa sta facendo con la testa piegata di lato? Possibile che non si renda conto che mi sta addosso? Un invasore di spazi, ecco chi è. Mi sta fissando, sarà il caso che gli dica di smettere. Che sguardo! Mi sento confusa e anche un po’ scema, però mi é sembrato volesse baciarmi. Imbarazzata torno a fissare il dipinto. E se fosse lui l’uomo del bacio? Sorrido e con la coda dell’occhio lo vedo allontanarsi (Claudia)

 

In giro per Vienna, arrivo in Prinz Eugen-Straße, davanti a me il museo del Belvedere.

Oggi piove, da qualche parte devo andare a ripararmi, mi butto nell’arte. Nove euro per entrare, si, ci sta, costa meno di un ombrello, mi sento fortunato, tra un po’ smetterà; intanto mi vado a vedere Il Bacio di Klimt.

La struttura è un castello da sogno, due livelli di lussuria creativa, giardini d’arte del piano inferiore e viste mozzafiato su Vienna. Esposte alcune tra le più grandi opere d’arte del mondo; Cezanne, Van Gogh, Manet, Renoir e addirittura quel disegna fiori di Monet. Qualche orgoglio italiano: Carlo Innocenzo Carlone, Marcantonio Chiarini e Gaetano Fanti. Ma io non sono qua per loro, sono qua per altri motivi.

Voglio dire questo: piove, ho le scarpe in camoscio zuppe, anche le calze in filo di Scozia lo sono, ho tre ore di libere e succeda quel che succeda… voglio vedere Il Bacio di Klimt! Non l’ho mai visto.

Mi addentro tra le sale della parte superiore e ad un certo punto lo vedo… Me lo immaginavo più piccolo, saranno poco meno di due metri per due (in realtà è 180m x180cm), voglio avvicinarmi, c’è un sacco di gente. Mi intrufolo tra le persone e poco dopo, me lo trovo davanti, eccolo! Non vedo e sento più niente intorno a me, solo sfumature di giallo nero e marrone; con degli sprazzi di verde fiorito.

Non so quanto tempo sia passato forse: ore, attimi, minuti, anche bimestri già che ci siamo. Credo di aver inclinato il capo più volte, perché io conoscevo un vecchio pittore astrattista, che di cognome faceva Romanelli ed un giorno mi ha detto: “Rocco, i quadri vanno guardati da tutti i lati, la pittura non ha uno schema fisso, Vedi Klimt? Lui li ha messi in piedi quando erano sdraiati, nel Bacio.”

Sono qui apposta! Sono sdraiati su un letto con il copriletto matto e la testata di prato o sono in ginocchio su un prato, vestiti di occhi e ricami a quasi baciarsi? Questo dubbio mi attanaglia, intanto, comincio ad accorgermi di quello che c’è intorno. Tante persone lontane, una vicina a me. No eh, non invadiamo gli spazi artistici, lasciamelo guardare calm… No, vicino ho una donna, sbircia me ed osserva il quadro, però, che occhi potenti! Sembra stia raccogliendo quell’immagine e cosa più preoccupante, sento anche quel brivido scemo tra le scapole.

Chissà che lingua parla, ha i colori chiari, magari è svedese, mi gioco l’argomento Ikea? Tanto è ovunque. No dai, smettila! Guarda il quadro, sei qui apposta. Butto gli occhi al quadro, mi voglio riperdere tra i suoi esoterici significati; ma nulla… la mia attenzione è da un’altra parte. Sfumature di azzurro forte e dorato chiaro, del rosa e del color carne, atmosfere di semplicità ed incanto… Non so quanto tempo sia passato, forse la sto fissando troppo, devo sorridere, come un fulmine nella schiena mi coglie, altro che Klimt adesso lo voglio io un bacio… (Rocco)

Rocco si allontana mentre Claudia decide di rimanere qualche istante ancora prima di avviarsi verso l’uscita del museo. Appena fuori si ferma e guarda intorno a se quasi cercasse qualcuno, poi abbassa la testa e inizia a camminare, giusto qualche passo, quando Rocco le blocca il braccio, lei si ferma, si guardano a lungo, lui le prende la mano, la gira col palmo verso l’alto, posa un foglietto, la richiude e la lascia. Sorridendo Rocco si allontana. Claudia rimane imbambolata a fissarlo fino a quando lui é una minuscola sagoma scura, prende quel pezzo di carta e lo apre…

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“Parigi, 17 aprile, ore 18:00,

Museo del Louvre, davanti ad

Amore e Pische…

Ti aspetterò, non fare tardi”.

 

Blu @FraBluBlu (Claudia)  ilPhirlosofo  @ilPhirlosofo (Rocco)

 

 

Ringraziamo con affetto Arianna Capodiferro e tutto il Team di Tantipensieri @tantipensieri

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