Il sole cadeva all’orizzonte, la brezza marina soffiava leggermente, una giovane donna con lo sguardo perso nel vuoto era seduta sul muretto che costeggiava la spiaggia. Aveva la pelle molto chiara e liscia, i lunghi capelli biondi erano spettinati e sul viso non c’era alcuna traccia di trucco.  Anche il suo abbigliamento era alquanto inusuale, indossava una t-shirt stropicciata che le lasciava scoperto il piercing all’ombelico e un paio di jeans scoloriti strappati all’altezza delle ginocchia, ai piedi un paio di sandali, uno dei quali aveva il cinturino rotto. Lui, dal balcone del suo appartamento, l’aveva notata anche il giorno prima e quello prima ancora, erano giorni che, alla stessa ora e allo stesso posto, appariva quella giovane donna. Se ne stava lì da sola per 1 ora poi, silenziosamente com’era venuta, andava via. Quel giorno era uscito per comprare il giornale e, quando l’ aveva vista arrivare, era rimasto lì sul lungomare perché non voleva lasciarsi sfuggire quell’ occasione. Si accese una sigaretta e si avvicinò a quella ragazza cosi misteriosa per scrutarla meglio.  Notò  che aveva qualcosa nella mano destra perché intravedeva una punta fuoriuscire dalla mano stretta a pugno e la stringeva cosi forte che le nocche erano diventate quasi bianche. Mentre era intento ad osservarla, urtò con il piede una bottiglia vuota di vetro che, a causa del brusco movimento, andò a sbattere causando frastuono pur non rompendosi. Il rumore squarciò il silenzio del momento, scuotendo la ragazza dal suo mondo e riportandola alla realtà, infatti Lei si girò di scatto e, guardandolo spaventata, si alzò immediatamente. “Scusami, non volevo spaventarti”, le disse mortificato ma la ragazza non rispose e, dandogli le spalle, si allontanò silenziosamente. Lui la seguì con lo sguardo finché poté, fino a quando Lei non scomparve tra la folla che, in quel tardo pomeriggio di agosto, passeggiava sul lungomare in cerca di frescura. Quella fu l’ultima volta che la vide.

6 mesi dopo

 “Hai intenzione di trascorrere tutta la serata sul divano?” esordi Joe all’improvviso.

“Dammi 2 minuti e sono pronto”, gli rispose David  alzandosi dal divano. 

David e Joe si erano conosciuti durante un colloquio di lavoro ed entrambi erano stati assunti dalla ditta. Poiché cercavano una camera in affitto piu vicino all’ ufficio, avevano deciso di condividere l’appartamento per dimezzare le spese. Andavano abbastanza d’accordo nonostante i loro caratteri completamente diversi: Joe piu estroverso e dinamico, David piu taciturno e tranquillo. Inoltre Joe era un ottimo cuoco e aveva una relazione a distanza con una ragazza spagnola conosciuta durante un progetto Erasmus, si vedevano 1 volta al mese alternandosi con i viaggi e per il momento erano soddisfatti dalla loro relazione anche se Melanie stava pensando di trasferirsi in Italia per ridurre la distanza. Lui invece aveva chiuso da poco una relazione durata tre anni e per il momento stava bene da solo, non aveva nessuna intenzione di intraprendere una relazione seria e duratura.

“Sono pronto”, urlò dal bagno  dopo qualche minuto mentre metteva il gel tra i capelli.

Presero la macchina e si diressero verso il solito pub del centro, luogo di ritrovo con gli altri amici, non molto caotico ma  una buona birra e degli ottimi nachos messicani erano garantiti. 

Il locale non era ancora affollato a quell’ora ma entrambi sapevano che presto si sarebbe riempito perché per quella sera era prevista la musica dal vivo, perciò si affrettarono ad occupare un tavolo. Dopo 10 minuti la comitiva era completa.

La serata stava trascorrendo allegramente ed erano al secondo giro di birra quando un rumore assordente seguito da urla fece precipitare tutti fuori dal locale. La scena che si presentò davanti ai loro occhi era raccapricciante: un uomo riversava in una pozza di sangue con il  viso rivolto sull’asfalto, la donna  accanto a lui urlava e si disperava chiedendo aiuto.

Bill, il più giovane del gruppo, chiese cosa fosse accaduto. “E’ stato investito mentre attraversava sulle strisce e la macchina non si è nemmeno fermata”, disse un ragazzo che aveva assistito alla scena. L’ambulanza, che era stata chiamata prontamente da un altro passante, arrivo’  sul posto dopo pochi minuti ma non poté fare altro che constatare il decesso di quell’uomo sfortunato.

I fatti che seguirono li lasciarono senza parole.

(to be continued)

Giovanna Viola alias@GViola16

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