Ci sorprendiamo quando qualcosa irrompe nella nostra vita facendoci acquisire nuove consapevolezze. Ma cosa potrebbe determinare questo nuovo stato di cose? Da dove dovrebbero provenire questi elementi di novità? Giorgio era profondamente convinto che sarebbe toccato anche a lui questo momento magico, sorprendersi. Finalmente sarebbe cambiato tutto. Forse sarebbe stata una persona? Oppure una vincita straordinaria? 50 anni, insegnante di filosofia al Liceo Pansini di Napoli, Giorgio era scapolo, un bell’ uomo molto corteggiato dalle colleghe che non perdevano occasione di intrattenersi con lui in complicate disquisizioni filosofiche.

Amava l’insegnamento e i suoi ragazzi amavano lui. Eppure Giorgio sentiva in maniera costante una profonda inquietudine. Aveva sempre pensato che tutto questo fosse una conseguenza della sua scelta sessuale. Giorgio era gay, nessuno conosceva questo aspetto della sua esistenza.

La sua fu una scelta precisa, nessuno doveva saperlo. Non si era mai chiesto il perché, forse trovava fastidiosa l’idea di dover incarnare tutti quei clichè del mondo gay. Se gli altri l’avessero saputo sicuramente si sarebbero aspettati da lui che fosse sensibile, con temperamento artistico, bizzarro, divertente, un famelico cacciatore di uomini. Niente di tutto questo, Giorgio era un uomo ordinario, quasi noioso e non si dispiaceva di essere così. Si sentiva protetto da questo suo modo di essere, invisibile tra invisibili. Eppure si aspettava che tutto questo sarebbe finito, sarebbe arrivato un momento in cui si sarebbe sorpreso. Ogni giorno poteva essere quello giusto. Non aveva avuto molte esperienze, in fondo erano poche, considerata la sua bellezza. Tutte persone a pagamento, preferiva così, forse pensava di non meritarlo l’amore. Considerava giusta questa mortificazione del corpo e della mente. Certe scelte, pensava, dovevano costare caro, dovevano fare male.

Preferiva per questo, persone dove fossero visibili i segni del degrado e dell’abbandono, sbandati e alla deriva, come forse era stata la sua scelta che viveva come una scelleratezza. Fu una mattina, una come tante, che successe una cosa che lo avrebbe cambiato per sempre, finalmente si sarebbe sorpreso. Nella 5^ A c’era Nicola, un ragazzo timido, introverso. Per tutti i 5 anni era stato bersaglio dei soliti bulletti che avevano capito che quella timidezza nascondeva altro. Anche Giorgio aveva capito, sapeva da sempre di Nicola, lo aveva capito dai suoi occhi, belli e disperati. Quella mattina, ancora una volta, Nicola doveva subire le battute becere dei suoi compagni di classe, era successo tante volte e Giorgio risolveva la questione sempre seraficamente, come se quelle offese non lo riguardassero.

Ma stavolta era diverso, di fronte alle lacrime di Nicola un impeto nuovo invase il suo corpo, le sue parole divennero coraggiose e con orgoglio e naturalezza confessò la sua omosessualità. Abbracciò Nicola, asciugò le sue lacrime e sorrise. Si rese conto che la vera sorpresa era arrivata da se stesso. Finalmente provava orgoglio per tutto quello che era.

by – Freud 2912

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