Chissà perché, quando penso alla superbia, mi vengono in mente sempre due esempi diversissimi ma famosissimi, uno è la strega di Biancaneve e l’altro è il serpente della Genesi.

Entrambi offrono la mela avvelenata, entrambi istigano al peccato, entrambi sono simboli di superbia.

La superbia la conosciamo sin da bambini, oltre a Biancaneve, altre favole richiamano il concetto di superbia, per esempio le sorellastre di Cenerentola, Crudelia Demon ne La Carica dei 101, certamente i superbi sono tanti, sin da bambini all’asilo se sei debole arriva l’arrogante di turno e ti ruba il tuo gioco preferito.

Ecco che tutti noi, chi più chi meno, iniziamo a corazzarci dalla superbia e per l’appunto non accettiamo facilmente le mele dagli sconosciuti, anzi siamo diffidenti, guardinghi verso tutto e tutti.

Il superbo è davvero uno dei più grandi peccatori, non è un caso se io lo accosto al serpente, al diavolo, a satana, ovvero colui che sfida Dio.

Chi pecca di superbia, di solito, non si fa scoprire subito, viene fuori con il tempo; vi sarà capitato di conoscere persone in apparenza normali, dietro cui si cela il male, il male quello peggiore: ben vestito, col sorriso, come quei regali con un pacchetto bellissimo, curatissimo e poi dentro trovi un legnetto; che ti viene voglia di tirarlo in faccia a chi ti ha dato quello stupido pacchetto, come un albero stupendo ma marcio all’interno, come l’amo della canna da pesca e così via. 

La superbia è un male travestito di regalità ma è anche disprezzo e sdegno verso tutto, verso ogni cosa tranne se stessi. Sentirsi al di sopra di tutti, inattaccabili ed aggiungo io carogne.

Il superbo è, di fatto, una carogna e sapete che fine fanno le carogne? Vengono divorate da chi è più carogna di loro e così via.

Il primo sintomo da cogliere, quando di fronte a noi si cela una carogna, avviene quando improvvisamente ci sentiamo indifesi, attaccati ed ingiustamente giudicati da chi, invece avrebbe dovuto difenderci, ed ecco che alziamo la corazza dell’indifferenza apparente e della gastrite galoppante, ed ecco che ci allontaniamo lentamente da quell’essere malvagio che pensavamo ci volesse aiutare e che invece sta solo giocando al più forte.

 Concludendo, mi soffermo su due frasi famose e lascio a voi, come sempre, conclusioni e riflessioni.

“Quando la superbia sale, l’amicizia scende”(proverbio)

 

“C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno. Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.”(Santa Teresa di Calcutta)

 

Arianna Capodiferro

alias @arica72

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