Dovevamo essere la generazione “1000 €”, poi c’è stata la crisi, siamo diventati la generazione “Le faremo sapere“.
 
Viviamo alla giornata senza programmare il futuro, questo lusso non ci è stato concesso.
 
La colpa di chi è?
La “colpa” è della generazione che ci ha preceduto, una generazione che si è mangiata il futuro dei suoi figli, una generazione che ha vissuto al  di sopra delle proprie possibilità. Gli anni ’80 sono stati i migliori, per loro, i peggiori per noi che in quegli anni siamo nati.
 
La verità è che la politica non è stata in grado  di creare delle “strategie del lavoro” per garantire a noi un futuro migliore.
 
Ci hanno chiuso nei call-center con 3-400 € al mese, con dei contratti assurdi che non garantivano nulla. Ci hanno detto che avremmo vissuto momenti migliori ma poi la crisi del 2008 ci ha dato il colpo di grazia.

Il lavoro non c’è, il posto fisso è un miraggio o (come ebbe a dire nel 2011 Mario Monti) noioso; allora provi ad inventartelo, un lavoro, investendo su di te e sulle tue risorse. Il mercato è crudele, la concorrenza spesso è sleale, e quella generazione che ci ha rubato il futuro spesso non è dalla nostra parte.

Lo Stato non ti garantisce in nessun modo, non punta sui giovani, dobbiamo affidarci ai nostri genitori e alle loro (basse) pensioni; genitori che garantiscono per noi in banca per prestiti spesso irrisori ma che non elargiscono se non hai nulla per garantirne la restituzione.

Il “Jobs act” era stato presentato come il miglior decreto di tutti i tempi.
A parte un primissimo buon risultato si è rivelato un grande flop.
La disoccupazione giovanile è al 40%, questo dato non considera però tutti i giovani possessori di partita iva che movimentano qualcosa durante l’anno. Qualcosa che gli permette, una volta pagate tutte le tasse, un sostentamento che serve a ben poco.
Chi, in Italia, apre una partita iva non ha nessuna agevolazione e di conseguenza è costretto a partire da un saldo in perdita. Paghiamo per una pensione che, molto probabilmente, non prenderemo mai.
Chi lavora come dipendente spesso non ha garantiti i diritti minimi dei lavoratori, ed ecco che fa notizia la donna assunta al nono mese di gravidanza in un paese che, le donne in gravidanza, le licenzia.
 
Parlavo prima della concorrenza, i “grandi” mangiano e uccidono i piccoli.
Grande distribuzione, multinazionali, grandi gruppi, offrono tutto ad un prezzo più basso.
Senza contare i raccomandati e gli amici degli amici.
 
Allora ci tocca gettare la spugna, rinunciare, perché spesso non riusciamo nemmeno a pagare le spese.
Ogni giorno parlo con gente che fa un lavoro “in attesa di qualcosa di meglio“, uomini e donne con famiglie a carico, la speranza è il grande bluff di questa società.
 
Siamo destinati ad un futuro incerto, siamo destinati a centinaia di “Le faremo sapere”, siamo destinati a stipendi da fame, siamo destinati a lasciare questo Paese e andarcene a cercare fortuna altrove?
 
Le 1000€ restano un miraggio, l’incertezza resta la realtà.
 
Raffaele Ditaranto
@lateoriadelboh

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