Il vizio capitale numero quattro, esattamente come gli altri peccati è anch’esso molto famoso, meno famoso è il suo contrario, cioè l’ammirazione.

L’invidioso, piuttosto che ammirare gli altri, si fa fare un elettroshock, si fa in quattro per trovare difetti e debolezze negli altri e non ammetterà mai il suo sentimento negativo verso tutto e tutti.

Svariate sono le sue sfaccettature,  una molto comune è quella dell’invidia immediata, a pelle; quando incontri una persona e pensi che vorresti essere così, non sarebbe peccato se non fosse che: l’invidioso diventa viola di rabbia, perché non è così e non lo sarà mai, allora scatta l’invidia che io definisco una patologia socio-esistenziale che, a tutti i costi, mira a distruggere la persona che sfortunatamente per tutti abbiamo incontrato. Le conseguenze sono odio, cattiveria e direi anche cinismo gratuito e sarcasmo inutile.

A volte, anzi spesso, l’invidia è inconscia. Nessuno si rende conto dei meccanismi perversi che si scatenano interiormente quando vediamo ciò che vorremmo essere: perfetti, bellissimi, fortunati,  gli eletti ed i privilegiati di Dio, quelli che la società definisce I Numeri Uno. Ecco che, di fronte a tanta fortuna, perché noi pensiamo che sia quella la discriminante tra noi e gli altri, la nostra bassa autostima vacilla, tutto si concentra su un unico punto: perché a me no?

Il meccanismo mentale diventa talmente perverso che si inizia a fare di tutto pur di vedere distrutto, demolito e a terra quell’essere perfetto, l’intento finale è annientarlo, fargli terra bruciata intorno e smontare, agli occhi degli altri, quella persona che ha la colpa, perché è colpa sua, di essere tutto ciò che noi vorremmo essere. In parallelo, l’invidioso fa di tutto per assomigliare allo sfortunato soggetto preso di mira, cerca di clonarsi, spersonalizzandosi completamente, così tanto da diventare ridicolo.

Vi sarà capitato di avere amici e colleghi che denigrano ogni cosa positiva vi accada e che, rigorosamente in vostra assenza, dicano agli altri frasi come:

  • e’ stata solo fortunata, ma non sa fare nulla;
  • è una bella donna e quindi ha ottenuto tutto facendo occhi dolci alle persone giuste;
  • vedrai che appena si accorgeranno che è un bluff , cadrà in disgrazia;
  • non è capace di fare nulla ma lo fa benissimo, il trucco è facile;

Capita spesso tra donne, ma anche tra uomo e donna e capita spesso nel mondo del lavoro, cosi come succede spesso, quando non abbiamo altri argomenti, se non tentare malamente di denigrare il prossimo alle sue spalle.

L’invidia è inquietudine per il bene altrui, è mancanza di personalità e di autostima, è l’odio degli ottusi, degli ebeti e degli stronzi.

Antoine Rivaroli alias Conte di Rivarol Scrittore vissuto alla fine del Settecento scrisse:

“Ciò che rende terribile questo mondo è che mettiamo la stessa passione nel cercare di essere felici e nell’impedire che gli altri lo siano”.

Arianna Capodiferro  alias @arica72

Immagini dal web

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