La vicenda del Ministro Lotti (coinvolto suo malgrado nell’inchiesta Consip), positivamente conclusasi per lui con una votazione favorevole al Senato della Repubblica, ripropone con forza la questione morale.

Abbiamo una morale e comportamenti etici conseguenti per quanto riguarda la sfera pubblica? Mani pulite ha insegnato nulla? Sembrerebbe di no, considerato che è notizia di oggi che le gare irregolari per lavori pubblici sono triplicate rispetto lo scorso anno.

Ricordo che anni fa un ministro svedese fu costretto a dimettersi perché comprò i pannolini per la figlia (€ 21,00) con la carta di credito del dicastero, restituendo la somma in contanti alla cassa, nel giro di poche ore, prima che qualcuno lo notasse.
Orbene, forse stavano esagerando? Non saprei, ma la lezione è forte, i soldi dello Stato e dei Cittadini non si toccano (neanche per un attimo).

Torniamo a noi, senza prendere posizione nel merito della vicenda, ma se non siamo di quelli che pensano che la Magistratura incolpi persone a caso o per proprio tornaconto, mi domando, sempre tenendo  presente la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva, se un passo indietro non debba essere fatto dall’uomo pubblico incriminato per un reato. Sia esso personale che contrario addirittura ai doveri d’ufficio.

Non conta essere assolti dai pari; questo è solo un gioco, ne abbiamo visti a centinaia, ora tocca a lui domani potrei esserci io, poche volte i parlamentari hanno dato il via libera all’arresto. E sulla base della pressione dell’opinione pubblica verso certi reati odiosi.

A me non importa né voglio vedere l’uomo in manette o condannato, a me interessa che il politico non sia sfiorato da ombre, condizionato da impedimenti, toccato dal sospetto. Come si può operare con tali spade di Damocle sul capo, quali decisioni si possono serenamente e professionalmente prendere per la collettività con animo scevro da appesantimenti e senza timore di essere tacciati di complicità, visto che…

Il rischio è anche che si usi l’accusa per metter fuori combattimento un avversario scomodo o danneggiare la coalizione che lo sostiene, ma è un rischio che si deve correre. Nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva; un uomo macchiato e non libero di agire come vuole o come professionalmente dovrebbe, anche se poi la tintoria riuscisse a far un buon lavoro, può essere un buon amministratore?

È di queste ore la notizia che è passato con 137 voti a favore, 94 contrari e 20 astensioni l’ordine del giorno di Forza Italia che salva il parlamentare azzurro Minzolini dalla decadenza per incandidabilità, dopo la condanna definitiva per le spese con la carta di credito Rai (pare si dimetta comunque).

Diciannove senatori della maggioranza hanno votato a suo favore. C’è già chi grida al “voto di scambio con Lotti” e l’ex premier Berlusconi si fa avanti per l’annullamento della sua esclusione.

Lotti ha detto prima della votazione “Io sono tranquillo”, francamente, non per lui ma in generale, noi non lo siamo affatto.

A prescindere da come la si pensi, si nota solo una gran da farsi per non perdere privilegi e protezioni che certi incarichi portano con sé. Forse è un’analisi un po’ semplicistica, ma sono certo che come me la pensino in molti. Non c’è concetto più labile dell’intangibilità dei soldi della collettività.

Sono di tutti, quindi miei, dicono alcuni. No! Sono di tutti e quindi vanno utilizzati per i cittadini, utilizzati bene, senza sprechi e dando priorità alle cose utili e non a progetti faraonici, spesso inutili e mai completati.

Tutto questo per dire che vorremmo avere politici e governanti limpidi, e se non limpidi che almeno l’acqua della pozza nella quale alcuni, troppo beatamente sguazzano, sia la meno torbida possibile.

by Sthepezz

@Conte27513375

(fonte immagine Corriere della Sera)

 

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