Nel 1975 due grandi statisti come Aldo Moro ed Enrico Berlinguer, avviarono una serie di iniziative passate alla storia come “compromesso storico”. In pratica il presidente della Dc e il segretario del PCI decisero che, i due principali partiti italiani ma anche i principali antagonisti, dovevano tra loro avviare una sorta di collaborazione per il bene della Nazione. Da qui si arrivò al governo Andreotti che nel 1978, per la prima volta nella storia repubblicana, aveva l’appoggio esterno del Partito Comunista Italiano.

La storia ci ricorda che proprio il giorno del voto di fiducia al governo Andreotti, Aldo Moro presidente in carica della Democrazia Cristiana, venne rapito dalle Brigate Rosse e dopo 55 giorni di prigionia venne giustiziato.

Sono passati da allora 42 anni.

Oggi la levatura politica e  morale dei politici che ci rappresentano non è la stessa da allora, ma il senso del mio articolo non è denunciare la cattiva politica (discorso questo già affrontato da molti).

Il senso di questa mia riflessione è il seguente: si può pensare ad un partito politico che per il bene di questa nazione veda uniti personaggi da sempre antagonisti tra loro?

La risposta che io do è sì; e vado a elencare le ragioni per le quali io penso che questo sia possibile.

Dopo la recente scissione del Partito Democratico, il Pd è fondamentalmente diventato un partito più di centro che di sinistra. L’allontanamento di personaggi come D’Alema e Bersani, danno a Matteo Renzi (nel caso sia lui il futuro segretario del Partito) la possibilità di aprire al dialogo con il nemico storico della sinistra italiana: Silvio Berlusconi.

D’altro canto, l’ex cavaliere, al momento si trova in una posizione politica non delle migliori, la sua Forza Italia non può trovare spazio in un centro destra guidato dalla Lega Nord di Salvini.

Lo scenario politico italiano è il seguente:

Movimento 5 Stelle è il partito antagonista per antonomasia, quello contro il “sistema” è difficilmente farebbe alleanze con altri movimenti;

Lega Nord e Fratelli d’Italia rappresentano gli anti: anti Europa, anti immigrati, anti sistema (ne hanno fatto parte per decenni giovandone ampiamente);

Democratici e Progressisti si colloca in un’area di sinistra insieme a partiti come Sinistra Italiana e Possibile (cosa vogliano per il momento non è ben chiaro);

Partito Democratico è europeista, progressista e riformatore, Forza Italia al momento non differisce molto da questa definizione.

Poi ci sono i partitini dei vari Alfano, Verdini ecc… che probabilmente si accaseranno con il migliore offerente, ma sempre vicino ad una linea di centro.

A conti fatti, anche in Italia potrebbe avvenire quello che da sempre avviene in paesi democratici, una grande coalizione che metta da parte le divisioni politiche e personali e pensi all’interesse del paese.

Vi lascio con una domanda.

Partito della Nazione: utopia o imminente realtà?

Chi vivrà vedrà.

Raffaele Ditaranto

@lateoriadelboh

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