Quante sono le persone che non hanno un’immagine costruita ad hoc per ogni occasione?

È un domandone…

Risposta: a mio parere credo che non ce ne siano.

Ora qualcuno potrebbe inalberarsi dicendo che accuso gli altri di essere falsi ma qui non si tratta di vera e propria falsità, è piuttosto il bisogno smodato ed innato che ha l’essere umano di sentirsi accettato dagli altri, dal gruppo, dalla massa.

Io stesso non ne sono immune.

L’immagine ad hoc la creiamo noi stessi, come un guanto che calzi a pennello sulla nostra mano, oppure viene creata dagli altri perché è in un determinato modo che dagli altri siamo visti.

Facciamo in modo di risultare burberi, cattivi, cinici, amorevoli, simpatici, a tratti stronzi e molto altro prevalentemente per due motivi: per autodifesa e per il bisogno di cui parlavo prima di essere accettati.

Ma contemporaneamente ognuno di noi è visto in modo diverso da chi ci circonda: per mia figlia sono papà, quello che la mattina la sveglia, che la coccola, che la fa andare sulle giostre quando c’è la fiera di paese, che a volte la mette in castigo. Lei mi guarderà sempre in modo diverso rispetto a tutti gli altri.

Per i miei colleghi sono lo stronzo puntiglioso, arrogante e saccente, quello che entra in ufficio spesso borbottando un ciao giusto perché salutare è da educati, e loro continueranno a vedermi così è a me va benissimo. Potrei andare avanti per un pezzo facendo esempi, ma sono certo abbiate capito.

Poi c’è la questione dell’aspetto fisico: siamo come siamo e c’è poco da fare per certi versi o molto da lavorare per certi altri. Ma l’immagine a livello fisico mi interessa relativamente perché a madre natura non gliene frega niente di come siamo. Il problema grosso è che a molti interessa anche troppo.

Questo porta la maggior parte delle persone al tentativo di uniformarsi a seconda della moda del momento, dimostrando purtroppo che voler far parte della massa supera di gran lunga la voglia che ognuno di noi dovrebbe avere di essere sempre e comunque se stesso.

Una mia piccola conclusione: siamo dei personaggi in cerca di una maschera, di un pubblico, di un palcoscenico. Tutti noi lo siamo in un modo o nell’altro… Ma nessuno di noi potrà evitare di fare i conti col suo Io a tempo debito. E allora la spunterà solo chi sarà riuscito a rendere il suo personaggio e la sua immagine molto ma molto vicino a ciò che siamo veramente.

Anonimo 

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