È sempre più difficile, imbarazzante il confronto con gli altri. Molto spesso si incontrano difficoltà a capire su quale piano della realtà interagire, come se le persone frapponessero tra se stessi e gli altri una barriera fatta di inutili parole. Già le parole, ma quali solo le più importanti? Quelle dette? Quelle taciute? Quelle che rimangono dentro aspettando il momento giusto? Forse aspettiamo parole nuove che ancora non conosciamo. Ecco perché il silenzio spesso appare una scelta inevitabile, per provare a sentire qualche cosa che arrivi finalmente dentro, per provare a dare un nuovo senso alle cose. 

Tante parole per tanta solitudine, spesso per tanta infelicità, quindi si rimane in silenzio, per cercare un posto, una collocazione che non sia la vacuità di parole senza senso. Si impara a sentire i diversi suoni che arrivano dall’esterno ma soprattutto si prova ad ascoltare le parole che sono nascoste in un angolo dentro noi stessi, che chiedono la luce giusta. Quante barriere difensive tra noi e gli altri, sono rarissimi i momenti di pura libertà.

 Siamo spesso intrappolati in ruoli che ci vanno stretti o peggio cristallizzati in un’immagine, un idea lontana che ormai neanche ci appartiene più. Tanti rifuggono l’idea dalla solitudine, anche quando si tratta di una scelta consapevole, come se stare in mezzo a tanti ed essere invisibile facesse sentire meno soli. 

Ho sempre pensato che chi riesce a stare bene con se stesso non è mai solo, è in compagnia dei propri sogni, delle proprie voglie, di tutti i motivi per cui si sceglie di vivere intensamente. La presenza degli altri deve essere sempre una scelta, non deve mai essere dettata dalla paura di sentirsi soli. L’altro c’è per sentire di più, come una fonte di calore che riflette ancora più forte sulla nostra pelle. In fondo siamo nati soli e andremo via da soli, dobbiamo solo scegliere chi tenere per mano, scegliere con chi dividere il sogno di una notte che non finisca mai.

@Freud2912

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