Il telefono squilla, Davide sorride, da tanto tempo non sente la sua amica Francesca e deve raccontarle molte cose:
“Fra’ ma dove eri finita? Come stai?”
Francesca sa di avere validi motivi per giustificare la sua assenza:
“Ciao Da’, ti racconto tutto”  e poi con tono malizioso lei prosegue

“ma prima un po’ di musica per rilassarci e poi mi racconti”

 ( sulle note di “You shook me all night long” degli AC/DC, Francesca si addormenta è inizia il suo sogno ispirato)

“She was a fast machine, she kept her motor clean

was the best damn woman that I ever seen…”

“18 luglio 1981- 01:37 Camminare di notte senza meta ha sempre un effetto rilassante, sono fuori casa da diciotto ore, la camicia è piena di pieghe esasperate e sono sicuro che anche il mio viso è nelle stesse condizioni, ho voglia di una birra gelata. A cinque minuti da qui il solito pub sempre aperto, non ci torno da oltre un anno, penso esattamente questo, mentre sono già all’ingresso e subito un pezzo che mi trascina.

“She had the sightless eyes, telling me no lies

Knocking me out with those American thighs…”

Siedo al tavolino più nascosto e ordino una scura, poca gente di mercoledì, mi guardo intorno, c’è sempre  poca illuminazione in questo posto e lo adoro anche per questo, restare nell’ombra. Arriva la mia birra, gelata al punto giusto, alzo la testa per bere “cazzo Alice !”, inutile il mio tentativo di abbassare gli occhi, mi ha visto, è lei, il motivo per cui non torno in questo posto da tanto tempo. Bisbiglia qualcosa alla sua amica e viene verso di me.

“Taking more than her share, had me fighting for air

She told me to come but I was already there

The walls start shaking, earth was quaking

My mind was aching, we were making it…”

Osservo i suoi passi, così leggeri, sembrano seguire la musica, la stessa che mi trascina indietro di un anno, a quella notte incredibile, quando appena conosciuta Alice, all’uscita del pub mi aveva chiesto di proseguire la serata a casa sua. L’avevo guardata in auto, esile, i capelli perfettamente spettinati, niente di esagerato in lei, un dipinto con i tratti accennati, pensavo, l’artista doveva essersi fermato sugli occhi regalandole quelle due fiammelle che sembravano sempre sul punto di divampare in incendio, anche quando appariva tranquilla, l’avrei scoperto a breve cosa avesse in mente quel pittore. Dopo aver parcheggiato, ero sceso dall’auto, solo con lo sguardo lei mi aveva indicato la strada da seguire e in quell’istante avevo sentito la prima piccola ustione, quasi una scossa. Solo tre scalini e lei era già con la chiave nella serratura e mentre io entravo, lei chiudeva la porta. Ricordo di aver sentito la sua mano che prendeva la mia e subito dopo credevo di aver perso i sensi, quelli che conoscevo, per acquisirne di nuovi, quelli che per un’ora e trenta minuti mi avevano trascinato nel suo mondo, non avevamo fatto l’amore, ma neppure sesso, qualcosa di indefinito, avvolgente, capace di portarti altrove, che non conosceva limiti di piacere fisico e mentale, noi due sospesi al centro dell’universo e intorno nulla.

“And you shook me all night long

Yeah, you shook me all night long”

É davanti a me adesso Alice mentre mi chiede come sto, con il suo solito filo di voce, ci fissiamo alcuni istanti: Ciao Alice” (Blu)

Working double time on the seduction line

She’s one of a kind, she’s just mine, all mine

Wanted no applause, it’s just another course

Made a meal outta me and come back for more

(mentre Francesca dorme, Davide guida per chilometri e chilometri, così sulle note della stessa canzone immagina tutta un’altra storia)

 

“È come avere a che fare con chi le sensazioni a pelle non le sa gestire perché non gli interessa imbrigliarle, ma vuole viverle. È paragonabile ad avere sotto mano una muscle car americana, un rombo cupo ed assordante, una linea piacevole da guardare e da toccare, tanti cavalli da scaricare a terra a folle velocità su una strada lunga e dritta. È un terremoto emozionale che abbatte i muri eretti a protezione di quello che crediamo sia la nostra stabilità. È un dare e avere mai in egual misura, capace però di farti tremare i lombi e le mani, di farti rabbrividire di piacere, finché ce n’è. È come il match del secolo, con i due che si studiano, si stuzzicano e poi colpiscono. Ed è meravigliosamente sfiancante, appagante.

Had to cool me down to take another round

Back in the ring to take another swing

The walls start shaking, earth was quaking

My mind was aching, we were making it

È un’appartenenza reciproca, l’incontro di voglie, pretese, richieste… Un gioco, ma poi neanche tanto, a chi soddisfa di più l’altro. Ed è uno shock che abbiamo bramato, lo abbiamo sognato e immaginato in ogni modo e in ogni momento, e quando finalmente questa scarica di adrenalina arriva a colpire, gli ormoni impazziscono, la ragione non ha più senso, restano sono solo due corpi capaci di creare assuefazione reciproca. È sesso.” (Davide)

And you shook me all night long

Yeah, you shook me all night long

You got me goin’, shook me all night long

You had me shaking and you shook me all night long

Yeah, you shook me, baby, you took me

Il telefono squilla, Francesca si sveglia e Davide, ridendo:

–  “Ma che amica sei? Ti parlo dei miei guai e tu ti addormenti”

Francesca sorride assonnata e intanto pensa a quale sarà la prossima canzone

You shook me all night long

Yeah, you shook me all night long

You really got me and you shook me all night long

You got me goin’ and you shook me all night long

Yeah, you shook me then you took me all night long

 

Blu @FraBluBlu  & Davide @2FIRSTLINE

scelta immagini in collaborazione con @ilPhirlosofo

 

 

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