La luce dell’alba filtrava dalla persiana nella stanza che pian piano si stava illuminando. Era sdraiata sul letto, nuda e coperta solo per metà dal lenzuolo che pendeva dal materasso e sfiorava il pavimento. I capelli lisci e scuri erano posati sul cuscino e creavano un incredibile contrasto con i colori dei tatuaggi e con la sua pelle. Dormiva profondamente.

A terra, ai piedi del letto, c’era una bottiglia di vino rosso ormai vuota e due bicchieri.

Lui era seduto a terra, la schiena appoggiata al muro. La stava guardando già da un pò.

Nonostante l’avesse vista già altre volte si stupiva sempre dell’effetto che la sua presenza aveva su di lui.

Si sentiva rilassato, calmo, completamente padrone della situazione. Lei gli infondeva un senso di sicurezza che lui non provava da molto tempo.

In silenzio uscì dalla camera da letto e una volta in cucina preparò il caffè e la colazione all’inglese, proprio come piaceva a lei.

Si sentiva a suo agio in quella casa seppur non fosse sua. Lei gli aveva fatto capire che poteva muoversi senza nessun problema, e lui si comportava con naturalezza.

Il fatto di dover andare via gli stava dando fastidio, esattamente come tutte le altre volte da quando avevano iniziato a frequentarsi. Avrebbe voluto stabilirsi lì, ma al momento la cosa risultava impossibile: vite diverse, posti diversi, situazioni che nonostante i mille sforzi fatti non riuscivano a far combaciare come avrebbero voluto.

Si mise a guardare il parco dalla finestra della cucina, sorseggiando il caffè e iniziò non volendo a fantasticare su come sarebbe stato vivere con lei.

Smise di colpo perché sapeva perfettamente che certe fantasie lo avrebbero annientato, portandolo a rischiare di rovinare tutto. E questo non voleva che accadesse.

Si vestì e si affacciò sulla porta della camera da letto, lei era ancora addormentata. Le si avvicinò senza far rumore, le diede un bacio delicato sulle labbra e fece per andare ma si voltò ancora una volta a guardarla.

Lei era il suo pensiero costante.

Quello era sempre il momento peggiore, quell’attimo prima di andarsene silenziosamente lanciandole un ultimo sguardo…

@immaginoleggero 

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