Come vi avevo anticipato qui, eccomi pronta a parlarvi del Food&Science Festival, tenutosi nella splendida cornice della città di Mantova lo scorso weekend, dal 5 al 7 maggio.

L’evento si inserisce all’interno delle tante manifestazioni che negli ultimi anni sono state promosse dal nostro Paese per diffondere e sensibilizzare alla conoscenza e alla cultura del cibo, considerato in tutte le sue declinazioni. Nella fattispecie, il Food&Science Festival ha voluto focalizzare l’attenzione sull’origine dei prodotti che consumiamo, sulle loro proprietà e sulla loro storia per metterci di fronte alla realtà biologica e scientifica degli alimenti e, da lì, poterne analizzare i risvolti sociali e antropologici.

Per ogni giornata, sono state offerte al pubblico mostre, conferenze accademiche e divulgative, workshop e laboratori per poter consentire un avvicinamento diversificato e trasversale alle diverse tematiche. Al di là del contenuto specifico di ogni sezione che invito a visionare sul sito ufficiale della manifestazione, quello che mi preme sottolineare è la necessità di ampliare l’orizzonte conoscitivo di ognuno nella direzione del Food; sebbene, infatti, l’argomento sia quanto mai in voga e non esista trasmissione televisiva, sito o rivista che non ne parli, il livello medio di reale dimestichezza e cultura sul tema è ancora molto basso. Parlando con tanti dei visitatori presenti e ascoltando pareri e idee, è stato facile rendersi conto di come le conoscenze acquisite siano perlopiù superficiali e, spesso, anche confuse e contraddittorie. Tutti parlano di dieta, di veganfood, di intolleranze alimentari, pochi conoscono davvero le proprietà degli alimenti, le loro interconnessioni, le ripercussioni sulla salute e sul benessere psico-fisico.

Il Festival ha cercato, coadiuvato da un’ottima organizzazione, di fornire gli strumenti necessari per una disamina attenta e critica del mondo agro-alimentare, sollecitando curiosità e domande intorno all’argomento ma indicando anche dove e come possono essere trovate le risposte.

Quindi mettiamo da parte le mode e le considerazioni superficiali ed eterodirette dal mercato e dal consumismo indotto e ricerchiamo i valori, scientifici e sociali, reali del cibo e di tutto il corollario a esso annesso. Perché sempre più dobbiamo essere consapevoli del fatto che siamo davvero ciò che mangiamo.

Alessandra Corbetta

www.alessandracorbetta.net

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