David era quasi allo stremo delle forze quando riuscì a scorgere in lontananza le luci di un luogo abitato. Stanco per i quasi tre giorni di cammino nel deserto, la pelle del viso arsa dal sole e dalla sabbia, non aveva ancora idea di dove si trovasse. David, ebreo di 17 anni, si era lasciato alle spalle il villaggio in cui era nato dopo che un piccolo contingente armato era entrato per cercare viveri e rifornimenti. “Ancora uno sforzo pensò”. La salvezza è vicina.

Muhammad Abu Ubeid era quasi giunto alla sua dimora dopo aver passato il pomeriggio al tempio, a pregare. Israeliano di 50 anni, uomo buono e onesto, aveva scelto di percorrere a piedi il ponte tra la città vecchia e la zona residenziale in cui abitava. Si era soffermato a comprare pane e uova nel vicino market per la cena della sera e quasi giunto alla fine del ponte l’occhio notò qualcosa che lo spinse a girare lo sguardo ed a fermarsi. Ripiegato in terra con il viso nascosto dal braccio, un giovane uomo che non si muoveva. Dapprima irrigidito per la paura, Muhammad Abu Ubeid non osò nemmeno fiatare a quella vista. Cautamente si avvicinò a lui, si inginocchiò cercando di sollevare la ciocca di capelli che ne copriva il viso ed improvvisamente David si destò, si gettò indietro in cerca di un riparo che non trovò. Il viso scavato dalla stanchezza, gli occhi spalancati dal terrore perché capi di trovarsi in presenza di un nemico atavico, in sua balìa. Muhammad Abu Ubeid capì immediatamente e con fare prudente di chi ripudia ogni crudeltà umana disse: “io non sono tuo nemico”, fissandolo con profondo conforto. David non sapeva se scappare e dove ed a sua volta lo fissava pronto a fuggire lontano da lui. Lentamente, Muhammad Abu Ubeid avvicinò la mano alla tasca e tirò fuori il pane, avvolto in un fazzoletto bianco di cotone. Aprì l’involucro e tese in direzione del ragazzo il cibo. “È buono. Questa è la mia cena se ti va di mangiarla”. David non capiva. Perché costui vuole dividere il suo cibo con me? Vuole trarmi in inganno avvelenandomi? Muhammad Abu Ubeid quasi a leggerne il pensiero, staccò un pezzo di pane che mangiò. David allora allungò la mano ed afferrò il pane che divorò per placare i morsi allo stomaco. Muhammad Abu Ubeid guardava il ragazzo e gli disse: “La guerra è un abominio ma di fronte a Dio siamo tutti uguali”. David guardò quell’uomo, così diverso ora. Rincuorato e sazio David si alzò in piedi, tese la mano all’uomo e gli disse: “Che Dio sia sempre con te” mentre si allontanava verso la direzione da cui era giunto.

Giuseppe M.

immagini dal web 

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