Un gioco al massacro, una folla inferocita che corre verso una possibile via di salvezza. Gente che cade, nessuno si ferma, la paura e l’angoscia sono troppo forti.

Così spesso appare la vita, tutti contro tutti, nessun riferimento, solo confusione e paura.

Qualche anno fa, c’era qualcosa a cui aggrapparsi, penso ad esempio alle ideologie che segnavano dei confini, creavano un guscio in cui crescere, in cui credere. Si aveva la percezione di capire dove si stava, dove si stava andando. La stessa famiglia con tutte le ipocrisie del caso appariva un luogo più sicuro, pertanto la vita scorreva arrivando a mete prestabilite, decise da tempo.

È cambiato tanto, è cambiato tutto, il punto non è tanto se si stava meglio prima o adesso ma come porre rimedio a un vuoto esistenziale sempre più forte, sempre più decisivo per le nostre vite. Le cose che balzano subito agli occhi sono lo smarrimento e il disagio delle persone, gridato, nascosto, dissimulato ma sempre presente come un compagno invisibile.

Frequento Twitter da qualche anno e purtroppo la situazione non è molto diversa, anzi, le sacche di disagio vengono fuori a dosi massicce. Twitter è un posto strano dove persone che amano nascondersi lanciano improbabili pietre in uno stagno senza acqua, mi viene in mente il film The Others dove solo alla fine una madre che protegge i propri figli dai fantasmi prende consapevolezza di essere loro stessi i veri fantasmi e quindi capire che la vera paura non arrivava dall’esterno ma dalla propria condizione.

Fragili parole per fragili speranze, la vita non fa prigionieri e sorride sorniona a tanta ingenuità. Non esistono ricette per tutti, ognuno segue una propria strada, quindi è legittimo cercare compagni di viaggio ma stupido pensare di essere i soli ad aver trovato la strada giusta.

Bisognerebbe sempre partire dalla propria insussistenza, punto fondamentale per spegnere ogni delirio di onnipotenza e ridicole sfrontatezze. Porto nel mio bagaglio da sempre con me un senso di precarietà che mi ricorda sempre che siamo niente, invisibile pulviscolo che a volte si crede montagna.

Viaggio scomodo ma viaggio, mi godo il panorama, ogni tanto qualche compagno di viaggio con cui condividere passi e parole e sorridere di gusto poi arriva sempre la notte, con le sue stelle, con le sue ombre, mi sento sempre fragile in quei momenti, di notte non puoi mentire, sei nudo di ogni illusione, la notte conosce verità che il giorno finge di dimenticare, le parole le senti arrivare da dentro, quasi ne vedi il percorso, spietate sentenziano. Non è facile dare senso a tante cose, non è semplice capire per cosa si combatte poi guardo gli occhi di mio figlio lo abbraccio forte e mi lascio proteggere.

by – Freud2912

Immagini dal web

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