Conoscere Fatima fu per me una piacevole sorpresa. Comparve anche lei quel giorno che avevamo deciso con Christian per vederci ed andare a comprare dei CD in quel negozio sotto i portici in centro. Capelli neri, occhi verde smeraldo, pelle ambrata, aveva 26 anni ed era padrona del mondo con quella luce negli occhi che emanava tutto attorno a lei.

“Piacere Filippo” dissi io con tutto il mio coraggio traballante. Fatima mi strinse la mano e mi guardò con attenzione, quasi per cercare di capirmi bene fin dal primo sguardo. “Mia cugina” – disse Christian – “si fermerà da noi per qualche giorno, poi partirà per Roma, farà lì economia e commercio”. Fatima era qualcosa di speciale: sembrava un concentrato di energia pronta a coinvolgerti in qualche bella ed entusiasmante avventura.

Ora, meglio che vi dica qualcosa su di me: avete presente il merluzzo essicato? Ecco, quello sono io, terrorizzato di stare vicino ad una ragazza come superman con la kriptonyte, in pratica un imbranato totale! 

Camminavamo, il centro a piedi era un po’ lontano ma nessuno di noi era automunito. Durante il tragitto Fatima rideva e scherzava con Christian mentre io zitto non fiatavo per sperare di passare inosservato. Lei gli stava raccontando una valanga di barzellette mimando anche le scene e scimmiottandole per la strada per renderle più credibili. Credetemi, dentro ero morto dalle risate, a stento a trattenermi dallo stendermi a terra a rotolarmi a quelle freddure ma niente, ero un carciofo. Avete presente un palo della luce? Lui si sarebbe divertito di più! D’un tratto arrivò il momento delle barzellette per adulti, tanto sporcaccione quanto esilaranti. Christian era con le lacrime agli occhi, a ridere come uno scemo e si teneva la pancia nemmeno la perdesse. Fatima si era superata, un racconto magistrale, con tanto di mosse ed effetti sonori speciali ed io, inebetito come se avessi i criceti in testa che girano nella ruota mi domandavo: “che faccio? ” – pensai – “rido o sto zitto?” Fu Fatima che mi riprese tirandomi dal braccio:

“ahò! ma te non ridi mai?” mi disse d’un tratto guardando con quei suoi vispi e profondi occhi verdi e lasciandomi nel più totale imbarazzo. “Ehm…certo…come tutti immagino, nei momenti divertenti”. “Davvero?” – disse impertinente lei – “e questi non lo sono?” “no, sai perché? invece di ridere come un matto, hai cambiato solo colore in viso e mi sembri un palloncino rosso! ” – “ehi Filippo” disse lei. “guarda che la vita è così, devi ridere per capirla, non il contrario”. Fu la bomba… Cominciai a ridere come un cretino e più ridevo e più mi sentivo leggero, come se mi avessero tolto un gran peso dalle spalle. Guardai Christian e Fatima che ora mi fissavano con diffidenza dopo quell’exploit di risate e dissi loro: “non so perché ma avevo bisogno di farlo da tempo ed ora sto meglio!” e nel mentre sorridevo a 32 denti, gli occhi a sofficino e le dita a V come per dire vittoria! Fatima mi guardò: “sei strano” – disse – “ma in fondo sei simpatico, mi piaci!” dandomi una pacca sulla spalla e una strizzatina d’occhio. Bastò un pomeriggio per cambiare tutto, dovevo solo liberarmi di quel palloncino rosso e lasciarlo andare via lontano da me perché a volte le cose più belle iniziano nel modo più inaspettato…con una sonora risata!

Giuseppe M.

Immagini dal web 

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