E ti chiamerò Felicita quando nascerai, come la signorina del Gozzano per dirti subito, senza ilarità, che la felicità è un accento di vita che in fretta vola via.
Vedrai che alcuni, incuranti del tuo essere, quell’accento lo metteranno sempre come a dire che senza non esisti; altri, invece, non lo pronunceranno mai, perché loro pensano che niente ne è degno.
Felicita, potrai essere felice se lo vorrai e far ridere spensierati i tuoi occhi che piangeranno quando quella virgola di penna non c’è o tarderà ad arrivare, come il treno che aspetti ora, da ore, alla fermata.
Ti diranno che non hai niente a che fare, tu, con la felicità: rispondi che non lo sei.
Ti diranno che sembri la felicità fatta persona: ricordagli che sei Felicita.
Non ti voglio presagire un tristo destino e ti dò ogni lettera per poter scrivere le cose più belle e gioiose ma illuderti non potrei, mia cara bambina, e tralascio una curva d’ignoto.
Ti insegneranno a scrivere: quando vorrai, la scriverai.
Non sentirai mai come un peso il tuo nome poiché da lieta ti sembrerà completo, e da mogia ti compiacerai della sua incompletezza.
Felicita, correrai a correggerlo il tuo nome quando riceverai quel bacio tanto atteso e metterai un accento così grande che sembrerà la tua bocca che sorride; strapperai una a una tutte le lettere e cambierai d’identità quando il tuo Amore non ci sarà più.
So già che tante saranno le volte che t’arrabbierai con me, tua madre, per avere scelto così; presagisco le infinite carezze che mi darai per la scelta medesima.
Possa sempre tu scegliere come intonare il tuo nome e cambiare il fonema sgradito; arriverà, comunque, il tempo ed il luogo in cui sarai felice, mia dolce Felicita.

Alessandra Corbetta

www.alessandracorbetta.net

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