Non ci siamo più viste
da quel giorno neanche troppo lontano
quando la tua mano, non più rosa
afferrava fievolmente il bianco del lenzuolo.
Sapevi, sapevo
che non avresti più guardato
dalla verticale prospettiva il mondo;
la tua visione sarebbe stata
opacità orizzontale del tremare forte:
il tremare tuo e della morte.
Quando hai chiuso gli occhi,
dopo averli spalancati tanto
per portar via quello che il mondo offre
neanch’io ti ho più vista.
Ma c’era il mio urlo a spalancare le porte,
c’erano le mie lacrime, e la tua
a bagnare l’arsura del cuore.
Non ci siamo più viste
da quel giorno che ogni anno ritorna
e che ogni volta mi lascia inerte a pensare
se ci rivedremo,
che è come chiedersi se il cielo toccherà il mare.
Tu, forse, mi vedi
nascosta in un cielo stellato,
dentro il profumo di un prato fiorito,
nello sguardo di ognuno che amo;
ma io non ti vedo
se non in quella foto al lato del letto,
se non nel cuore che il tempo ricuce,
se non nel sogno che di notte ogni tanto compare.
E fa male.
Non averti più vista.

Alessandra Corbetta
www.alessandracorbetta.net

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