Anna dorme, sente sussurrare il suo papà che dolcemente le dice di svegliarsi perché oggi vuole accompagnarla a scuola lui. La piccola si stropiccia gli occhi e salta in braccio al papà, felice che oggi ci sia lui con lei, visto che non capita quasi mai.

Entra in camera la mamma che le sceglie un vestitino blu da mettere sotto il grembiule della seconda elementare ed un paio di sandalini in tono, visto che fa ancora caldo e non serve altro, è solo il 15 settembre del 1979…

Mentre, mano nella mano, il papà la porta a scuola, l’aria è gradevole, Anna saltella ed il papà prova a spiegarle perché oggi vuole portarla lui a scuola ma lei è talmente felice da capire solamente che deve fare il vaccino. Non è una bimba paurosa e quindi non le interessa affatto, sarà la solita punturina a cui ormai è abituata, ma vuoi mettere con la gioia di entrare in classe con il suo papà?!

Paolo, il padre di Anna sta invece mascherando un filo di preoccupazione per quel vaccino però vuole anche godersi la passeggiata mattutina con la sua piccina. Paolo aveva più o meno l’età di Anna quando alla fine degli anni ‘40 fu vaccinato per il vaiolo; quel vaccino bloccò la crescita del suo piccolo braccio di bambino e della spalla. Era la fine della seconda guerra mondiale e non c’erano le cure e le attenzioni di oggi, l’ago era sporco e ciò causò una lesione. Paolo conviveva con quella invalidità ma dentro non avrebbe mai dimenticato cosa aveva provato nella sua vita: rabbia soprattutto, tanta tanta rabbia. Non riuscire ad allacciarsi le scarpe, tagliare la frutta ed altre cose che, nel tempo, aveva dovuto imparare a fare lo stesso. Poi aveva incontrato sua moglie Rita che con tanto amore lo aveva guardato nei bellissimi e grandi occhi neri e si era follemente innamorata. Rita gli donò l’amore e l’aiuto di cui aveva bisogno.

Torniamo ad oggi, 15 settembre 1979.

Anna entra in classe col papà e gli fa vedere il suo banco, lascia la cartella ed entra la maestra che ringrazia tutti i genitori per la presenza e l’attenzione e li accompagna in ambulatorio dal dottore per fare il vaccino.

Paolo stringe forte la mano della sua piccola, sta leggermente sudando, la Maestra se ne accorge e quindi si avvicina e chiede se Anna vuole essere la prima così poi avrà più tempo per le coccole. Paolo, grato a quella brava Maestra, fa cenno di sì. Anna lo guarda e resta in silenzio.

Entra il dottore, la guarda e le dice: “Sei la prima oggi, che bimba coraggiosa”

Anna intimidita resta in silenzio.

Paolo va verso il dottore e si toglie la giacca… Il dottore resta un attimo a guardare quel braccio diverso dal resto del corpo… Paolo si schiarisce la voce e dice:

“ Dottore, erano anni in cui non c’erano i controlli che ci sono oggi, le affido la mia bimba per lo stesso tipo di vaccino che a me causò quello che lei vede. Sono fiducioso nei progressi della scienza e ne ho compreso anche gli errori, d’altronde non potevo fare altrimenti, ma mi raccomando non mi faccia pentire”.

“Stia tranquillo, lei è un uomo coraggioso ed intelligente, non tradirò la sua fiducia nella medicina”.

…..

Fine settembre:

“Papà c’è il sole, è sabato mi porti al parco? Mangiamo il gelato? Posso saltare sui tappeti elastici?”

Paolo e Rita si guardano e come sempre la prendono dalle braccia, uno da una parte ed uno dall’altra, la fanno dondolare leggermente e le dicono:

“Oggi andiamo tutti insieme al parco.”

@arica72

Immagini dal web

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