Ci siamo. Il gran giorno è arrivato.

La città si sta preparando da settimane, da mesi.

Vasco Rossi e il suo “Modena Park” hanno monopolizzato i discorsi delle persone, chiuso interi quartieri, riempito hotels e alimentato le speranze di centinaia di negozianti attanagliati dalla crisi.

Vasco l’avevo visto la prima volta in una vecchia Festa dell’Unità, avevo 14 anni e saremo stati in 50 spettatori su una instabile e malandata gradinata di ferro da Stadio Comunale di provincia.

Ora 220.000 anime erano attese all’evento e per mille motivi, alla soglia dei 50 anni, io non c’ero.

Ero, però, fermamente intenzionato a guardarmi la diretta televisiva.
Quel giorno una notifica attirò la mia attenzione: ““lei” ti segue a sua volta”.
Non so dire cos’era stato a spingermi a chiederle l’amicizia.

Forse quell’occhio, leggerissimamente truccato come nel suo stile, che costituiva la fotografia di presentazione e che sembrava scavarti dentro ogni volta che lo guardavi.
O forse il nome, Marina, che evocava paesaggi da me molto amati, scogliere e onde che si infrangono su di esse con un frastuono dolce e possente.

O ancora la sua presentazione, una frase che costituiva un vero inno alla vita.

Molto più probabilmente un mix di tutto.

La contattai, un po’ di presentazione, le solite frasi un po’ di circostanza, e rimasi subito folgorato dalla profonda dolcezza che sprigionavano le sue parole.

Ci trovammo subito concordi su una cosa: entrambi avremmo assistito al concerto quella sera, davanti alle rispettive tv.

Un balenìo e presi a prestito una frase dal mio cantante preferito per farle la mia prima proposta “Cosa facciamo, stiamo insieme stasera? Dai, non andare via …”.
 Temevo mi dicesse “Lasciami andare, non ci conosciamo nemmeno …” invece la sua risposta fu tanto inattesa, quanto spiazzante … “Sì” …

Passammo la serata a guardare insieme il concerto del nostro cantautore, commentando ogni canzone, con risatine e ammiccamenti, frasi sussurrate e ritornelli cantati a
squarciagola, come due vecchi amici d’infanzia cui il destino aveva fatto prendere strade diverse e distanti tra loro, ma che stavano per ricongiungersi come per incanto.
Una serata perfetta, colma di condivisione e di voglia di sentirsi già parte l’uno dell’altra, a cui avrebbero fatto seguito migliaia di altri momenti altrettanto emozionanti.
Di lì a poco saremmo diventati un’entità unica, ma questa è un’altra storia.

Fu quello l’inizio di un’amicizia tanto breve quanto intensa, che lascerà ferite profonde che non si cicatrizzeranno mai.

Nessuno dei due sarebbe mai più stata la stessa persona dopo quella sera.

Grazie Vasco per aver fatto scatenare quella scintilla, te ne sarò grato per sempre!

@gimbo67

Immagini dal web

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