Quella coperta rossa

Esistono storie che ritornano in superficie anche attraverso profumi o oggetti.

Io, come tutti, ne ho accantonate tante ma è bastato un attimo per rivivere a rallentatore quegli attimi.

Il cuore non dimentica.

Era una domenica di fine aprile ed il mio morale si era rotto come un vaso di cristallo e non avevo intenzione di raccattarne i cocci ma tagliarmi con gli stessi.

Credo avesse fatto meno male perché ciò che sentivo dentro non aveva mai avuto eguali.

Non ero pronta a quello che avrei dovuto affrontare il giorno dopo, sapevo solo di non aver paura, in quelle settimane non ne avevo mai avuta e probabilmente, ripensandoci ora: era già un segno.

Il dolore non si descrive, gli altri possono ascoltare ma comprendere gli è impossibile, questo è ciò che ho pensato nei giorni a venire, mi ero chiusa dentro me stessa senza che gli altri se ne accorgessero.

Quella domenica non volevo nessuno attorno, ma essere solo altrove, è sempre così quando si deve affrontare qualcosa di spiacevole.

Ero rifugiata in quella coperta rossa.

Lei che mi aveva scaldata nei pomeriggi in cui il nervosismo mi scalfiva il morale e poi la rabbia verso me stessa perché non avevo la forza di sopportare quei malesseri normali.

Quella coperta rossa che mi stringeva le spalle mentre provavo ad immaginare il suo nome o i suoi lineamenti ma non ci riuscivo e mi incolpavo.

Quella domenica ho pianto abbracciata all’uomo che amo e abbiamo scritto delle righe striminzite ma colme di sentimento unico per il nostro sogno che però ci era stato portato via, ho bagnato la stoffa intrisa di rabbia, quel sentimento forte che spesso è lo specchio di un amore talmente forte da non poter essere descritto e mi ha scaldata nei giorni dopo mentre il mio corpo soffriva e dentro avevo un vuoto incolmabile.

Dopo mesi l’ho tirata fuori dall’armadio e mi ci sono accoccolata, mi sono addormentata con il viso immerso nel suo pile morbido, serena, perché lei ha scaldato la mia sofferenza, la mia paura dei giorni dopo e ora sta già cullando questi nuovi segreti.

Debora Alberti

Immagini dal web

 

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