Passiamo una vita a liberarci di colpe che non sono le nostre. Passiamo una vita a sentirci sbagliati, inadeguati, fuori posto. Un continuo cercare tra immagini sbiadite, tra frammenti di memoria dove tutto questo è iniziato. Forse sarà stato in qualche tiepido giorno di primavera oppure in uno di quelli freddi di gennaio, dove tutto pare fermarsi. Il tempo dei ricordi è un tempo che sfugge ad ogni comprensione logica, permane solo una coscienza emotiva, sotto pelle rimane solo quello che resta, solo quello che brucia ancora. Credo di averlo capito subito, molto presto, che avevo qualche colpa da scontare, ogni volta che potevo essere felice qualcosa dentro di me frenava ogni timido entusiasmo.

Mi guardavo intorno e sentivo solo un senso di estraneità verso qualsiasi posto, provavo solo disagio, pensavo solo di voler essere altrove. Cercavo fuori e dentro di me risposte senza sapere dove guardare, parlavo e sentivo la mia voce, come se non mi appartenesse.

C’ho messo tempo per capire che quella dannata inadeguatezza era solo una eredità che mi avevano lasciato, inavvertitamente trasmessa, appiccicata addosso da chi avrebbe dovuto amarti più di ogni cosa. Era rimasta una ferita profonda, una ferita nello sguardo difficile da rimarginare. Solo quando ho capito che non era colpa mia, quando ho cominciato a scontare solo le mie colpe allora ho iniziato a essere una persona libera.

@freud2912
Immagini dal web

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