6 Novembre

Tra qualche giorno compio 80 anni, hanno il colore dell’argento. Son passati e non me ne sono accorta. Cosa ci si chiede quando si arriva ad una data importante? Se si è stati felici, se abbiamo tutelato, protetto, amato, questa nostra unica vita. Quando penso al tempo trascorso, il primo pensiero va ai miei figli. Punto stabile. Prima di loro ero bruco. Loro e il loro amore incondizionato, fiducioso, sempre presente. Loro sono l’ oro, il mio bene più prezioso. Sembra quasi scontato che si parli di figli, ma ci sono sempre stati in qualsiasi decisione della mia vita. Loro, che non cambierei, che amo così come sono, che sono al tempo stesso la mia forza e la mia paura. Consapevole che non sia stata una madre perfetta, dando però tutto ciò che il mio cuore contiene. 

Poi di che si parla a quest’età? Della professione, delle soddisfazioni, delle gratificazioni. Si, le ho avute ed anche molte, ho amato, anzi amo il mio mestiere, perché non si smette mai di essere una maestra. Ma è anche un percorso della mia vita a cui, sinceramente, non va tutta la mia attenzione. E ancora…

L’ amicizia… A lei posso guardare con affetto, riconoscenza, gratitudine, compagna di viaggio, fedele, sincera. Posso guardare sorridendo. Ho conosciuto e conosco persone ” amiche ” , non c’è altro termine con cui si possa esprimere meglio; a volte alcune sono diventate anche sorelle…

La famiglia… Che dimensioni ha una famiglia? Quella che sento più forte è la mia, siamo in tre. Poi tornano in mente i sacrifici, i consigli, i pensieri, la paura, il sostegno, le gioie e le lacrime condivise della propria famiglia di origine, dei genitori, dei nonni, di un fratello, di una zia… È tutto qui, nel mio cuore, nella mia memoria.

E la morte? La paura? L’ angoscia di non farcela? Prima si ha terrore della morte, poi le vicissitudini della vita, le consapevolezze, fanno abbandonare le paure ed aprono spazio ad un’ interiorizzazione del concetto di morte, della fine. Non più come un fantasma che spaventa, ma ormai come una parte inclusa e possibile in ogni giorno della nostra vita. È come un percorso parallelo, mentre vivi ti avvicini alla fine. Sarà per questo che ho imparato ad aggiungere una pietra preziosa ogni volta, porterò un gran tesoro nella mia anima un giorno…

L’amore, non l’ ho in effetti tenuto per ultimo, tutto ciò di cui ho scritto è già amore, soltanto che l’ amare un uomo ha una dimensione più travolgente. Tutti noi abbiamo sentito di amare diverse persone, ogni età, ogni periodo, ha la sua corrispondenza nella capacità di amare. Si scelgono, inconsapevolmente, persone incontrate sul nostro percorso; attivati da bisogni remoti, da curiosità, da mancanze; si dice di amare senza essere “coscienti ” di cosa davvero cerchiamo dall’amore.

Ma un amore consapevole è diverso, è quello che scegli prendendo ” il tutto incluso”, quello più importante di tutti gli altri passati, portato avanti non per abitudine, né per contratto, tantomeno per “etichetta” da mostrare. Quell’amore che ti arricchisce, che non prende origine dal colmare un vuoto, che ti fa felice avere accanto. Quell’amore che sai, ti porterai  per tutta la vita, lo senti dentro che come lui non c’è stato e non ci sarà nessuno della stessa intensità…

E infine, che mi si conceda questo errore di calcolo, dovuto, un po’, forse, ad una punta di presunzione. Un errore che mi ha portato a ricordare il passato, poi, ad immaginare il futuro, perché ops! Ho compiuto finalmente 40 anni. 

Leandra Tersigni 

immagini dal web 

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