Avevo grandi progetti da bambina.

Sapevo con esattezza cosa avrei fatto da grande e vivevo ogni giorno, ogni ora, con la consapevolezza di abbracciare il mio sogno. Conoscevo bene il mio angolo di mondo. La mia cameretta, i miei peluche, i vasetti di ciclamini che mia madre metteva fuori sul balcone, la strada dove mi sbucciavo le ginocchia, i prati dove raccoglievo le lumache, l’albero di rosmarino, alto più di me e l’albero di ciliegio dove mi arrampicavo.

Era un mondo stabile e sentivo di poter scalare qualsiasi montagna se riuscivo a scavalcare il muretto di mattoni.

Crescendo ho imparato che c’è chi nasce con la fortuna di avviarsi, e chi invece ha bisogno di molta fatica per mettersi in moto.

Ho imparato a non dare peso alle parole della gente, perchè la gente se può ti spinge in basso, alla gente le persone che sognano non piacciono. Gli ricordano costantemente i propri fallimenti e se c’è un altra cosa che alla gente non piace è ammettere i propri sbagli.

Ci sono certi progetti che fioriscono ancora, in me. Altri che ho dovuto lasciare in sospeso.

Ma ogni tanto, soprattutto nelle sere come questa, mi torna alla mente tutto quello che avrei voluto fare e che invece non ho fatto, tutto quello che avrei potuto essere e invece non sono stata, e quello che sarei diventata se avessi abbracciato solo i sogni, le speranze e il futuro.

@TatilaFoca

immagini dal web

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