Il pretesto lo sai: quattro dischi e un po’ di wiskey!

I cosiddetti sorcini o zerofolli avranno già capito dal titolo che, questa frase,  fa parte di uno dei brani più famosi di Renato Zero “Il triangolo”.

Se invece non avete riconosciuto la frase sono certa che almeno la canzone, almeno una volta, via sarà capitato di sentirla o ancor meglio di ballarla.

Il triangolo:  canzone famosissima negli anni 70 e che, ancora oggi cantiamo e balliamo, fu un pezzo che fece scandalo.

Lo scandalo non si percepisce ad un primo ascolto, intendo dire che, chi negli anni 70 era un giovanissimo sorcino di 10 anni, forse non si rendeva conto che stava cantando a squarciagola la storia di un triangolo amoroso inaspettato ma consumato fino alla fine.

Io ho ascoltato la canzone che era già passato più di un decennio da quando Renato Zero, in tutina aderente gialla di pailettes e trucco fortissimo, la cantava davanti al suo pubblico quindi, ero piccola non capivo che si raccontava di un appuntamento a tre: lui, una donna ed un uomo sconosciuto, capivo solo che la canzone era davvero bellissima da riuscire a sorvolare sul testo.

Testo nel quale, i dubbi sono tanti: Lui chi è…? (ripetuto 13 volte come fosse un rito…)

Come mai l’hai portato con te…? il suo ruolo mi spieghi qual è…? ed altri punti interrogativi.

Ed infine un’unica certezza: “il triangolo io lo rifarei, lo rifarei”.

Ed ecco che i tanti dubbi diventano certezze ed in effetti motiva la sua scelta e ci dice che la “geometria non è un reato…”

La canzone è un crescendo di dubbi per poi un convincersi che invece è tutto giusto.

Paragonata alle nostre vite la metafora regge, direi?

Sembriamo sempre tutti sbagliati ma poi alla fine troviamo che siamo giusti e che se non fai del male a nessuno “lo rifaresti anche tu”.

Play…

 

@arica72

Immagini dal web

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