La soffitta

La soffitta, la tua soffitta, il tuo piccolo grande rifugio. In realtà è poco più che un ripostiglio nel sottotetto, due metri per tre, un porta, una piccola finestra dove il soffitto è cosi basso che non si può stare in piedi, e le pareti piene di scaffali e librerie, piene delle tue cose, dei tuoi e nostri ricordi, delle tue passioni, della tua vita.
Ogni volta che entro qui perdo la cognizione del tempo.
L’odore della polvere è forte, la luce scarsa, c’è una strana atmosfera, irreale, quasi magica.
Si avverte forte la tua presenza, ogni oggetto qui parla di te, ogni oggetto è un ricordo del tuo passato.
Ci sono centinaia di libri, accumulati nel corso degli anni, sono solo una piccola parte rispetto a quelli che tieni nel tuo studio, a casa. Li hai letti tutti. Qualcuno anche più di una volta, si perché a distanza di tempo ti piaceva “rispolverare” un vecchio libro.
Ci sono libri molto vecchi, con le pagine ingiallite e rovinate dal tempo, libri della tua infanzia, che gelosamente hai conservato, libri comprati ai mercatini dell’usato, libri di ogni genere, perché tu leggevi tutto, di tutto. Eri sempre alla ricerca di vecchi libri, ma sempre attento alle nuove uscite in libreria.
E poi libri di scuola, dizionari e vocabolari, le nostre prime enciclopedie, testi delle elementari, medie e superiori di tutti noi, non volevi darli via, i libri vanno conservati, sono pezzi di noi, così dicevi. Hai voluto conservare anche i nostri quaderni, ogni tanto li sfoglio, sorrido, ripenso a quei giorni, trattenengo le lacrime.
Una parte della libreria è occupata da varie collezioni di riviste e giornali, alcune sono più vecchie di me, le pagine incollate dal tempo, nessuno le guarderà mai più, ma rimangono lì, hanno il loro spazio.
E poi i dischi, ormai non li ascoltavi quasi più, sostituiti dai cd, ma li hai conservati con cura, vecchi 33 giri di musica classica, opere liriche, musica popolare, quante volte hanno fatto da sottofondo ai pomeriggi in casa a leggere. Spesso ci siamo lamentati di quella musica, ma col tempo abbiamo imparato ad apprezzarla. Qualche disco lo abbiamo regalato ad alcuni tuoi amici, appassionati di musica come te, affinché possano continuare a suonare.
Ci sono tanti album di fotografie, vecchie foto in bianco e nero, color seppia, foto di lontani parenti di cui non ricordo mai i nomi. Tu invece non ne sbagliavi uno, avevi una memoria eccezionale.
Un cassetto del mobile è colmo di cartoline provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo, ne leggo alcune, piccole frasi, a volte banali, di chi, anche a distanza, si ricorda di te e ti manda un pensiero.
In fondo alla stanza, proprio sotto la finestra, un grande baule, con dentro tutto l’occorrente per fare il presepe, la tua più grande passione dopo la lettura. Case, capanne, personaggi, molti dei quali creati da te nel corso degli anni, con materiali di ogni tipo. Ogni anno facevi qualcosa di nuovo, anche insieme a noi, ogni anno aggiungevi nuovi pezzi, con amore e passione. E ogni anno noi tiriamo tutto fuori, per fare il “tuo” presepe.
Forse dovremmo liberarci di tutte queste cose, ma probabilmente non lo faremo mai.
È la tua soffitta.
C’è la tua storia, la tua vita.
Ogni volta che vengo qui ci lascio un pezzo del mio cuore.
Ogni volta che vengo qui mi porto via qualcosa, un piccolo pezzo di te, papà.

@danpuzzle72

immagini dal web

Condividi

Lascia un commento