Certe volte non sai neppure tu come ci arrivi, ma soprattutto ti sembra di non sapere come fare per uscirne.
In realtà lo sai come ci sei arrivato: hai fatto quello che non devi, cioè il bilancio della tua vita nel momento più sbagliato dell’anno; ma ormai è fatta.
 
Sono le volte in cui, senza un vero perché, la minima contrarietà sembra una disgrazia infinita, il minimo contrattempo una sciagura senza confini e la minima incertezza una paura non gestibile.
 
Sono le volte in cui ti senti incapace di un pensiero razionale, ti fai solo trasportare da inquietudine, tristezza, contrarietà e – purtroppo – rabbia.
Purtroppo per te, perché dopo vorresti solo piangere e sprofondare, ma soprattutto purtroppo per chi ti è vicino, che non riesce a capire e non riesce ad arginare.
 
Sono le volte in cui ti ascolti mentre parli, pensi di avere ragione, ma – allo stesso tempo – non riesci a credere a quello che stai dicendo; soprattutto non riesci a credere a come lo stai dicendo.
 
Sono le volte in cui , dopo, vorresti solo che ci fosse qualcuno a consolarti per i danni che hai fatto e per le preoccupazioni che dai, a dirti che fra poco ci saranno le vacanze, ti riposerai e passerà.
Tu, in realtà, non sai nemmeno se crederci, perché ti sembra che non riuscirai per niente a riposare, che i pensieri, le ansie e la paura di non farcela che hai addosso rimarranno addosso. Forse ci si trovano bene, loro, addosso a te.
 
@italicuss per @tantipensieri
 
immagini dal web

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