Per caso, una mattina

Per caso, una mattina

Di fretta. Ore 9,55. Entro in stazione, consapevole che tra qualche minuto parte il mio. Ed è importante, accidenti. Non posso perderlo, devo raggiungere Milano, mi aspettano! Quasi l’occasione della mia vita. Corro sul marciapiedi, trafelato, incurante di chi mi guarda incuriosito, sorridendo. Impreco, farfugliando tra me e me disperati bisillabi. «Eccomi, aspetti, non chiudaa!!!»