Accade di non aver nulla da scrivere, da immaginare, di cui sperare; certo, si potrebbe scrivere di ricordi, succede però che nemmeno più del passato vuoi parlare. Colma di parole e non riuscire a dirle o forse a non poterle dire. Per assurdo, piena di sensazioni, anche contrastanti, non riuscendo a manifestarle.

Un blocco. 

Ma cos’è un blocco? Una pausa? Un limite? Una corazza? Un atto mancato? Quando “quel qualcosa” si ferma perdi la voglia anche di scrivere. Se inventassi scritti sulla felicità, la gioia, la serenità,  non avrebbero, ora, grandi ed esaltanti contenuti. La scrittura è altalenante come l’umore, o meglio, le mie parole seguono solo ciò che sento. 

Potrei dilungarmi, enfatizzare, aggravare una condizione di dolore, sofferenza, tristezza, ma sono adesso argomenti di cui sono stanca, ne sono esausta. 

Potrei descrivere un sogno, ma voglio essere scaramantica, dunque non ne parlerò, un po’ per la speranza che si avveri ed un po’, par contro, per il pensiero che sia irrealizzabile. 

Si può scrivere di tutto, stampare verità o pubblicare menzogne, scrivere per farsi capire oppure…

Oppure perdere per un periodo la voglia di scrivere, perdere la scintilla, consumare la creatività. Allora oggi leggerò, farò il pieno affinché straripino  le stesse parole che saranno meravigliose o infelici, pensieri di altri, di verità o falsità e poi ascolterò e mi ascolterò…

Leandra Tersigni per @tantipensieri

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