Sabbia dorata, cielo azzurrissimo senza nuvole. Il meteo ha regalato questo inaspettato bacio d’estate alla fine di aprile. E io gliene sono enormemente grata. Seduta qui, sulla striscia di spiaggia in mezzo all’acqua salata, sono circondata dal mare: i miei sensi si possono impregnare del suo profumo, i miei occhi si possono riempire del suo colore e io posso custodire un nuovo segreto. E il mare luccica ai bagliori roventi di questo giorno speciale. Non avevo mai visto la riva dalla parte dell’orizzonte. Attorno a quest’isoletta concessa dalle maree e dai cicli lunari, si incontrano correnti opposte. Ondine partite da chissà quale cavallone spumeggiante arrivano da lontano soltanto per trovarsi, fondersi e raggiungere la riva. Magari succede lo stesso alle persone: casi inspiegabili, giri di ruota, decisioni improvvise, incidenti, eventi, imprevisti. Tutto solo per un incontro, perché in quel momento è L’Incontro e il destino non accetta compromessi. Chiunque incroci una via lo fa per un motivo preciso, che forse non si scoprirà mai.
Aquiloni grandi e variopinti danzano nel vento. In fondo sono un po’ aquilone anch’io, spezzata dalle burrasche, stinta per la troppa esposizione, stropicciata dal passato, rattoppati alla meno peggio, ma aspetto il vento favorevole per tornare a volare.
Le mie mani sfiorano le conchiglie, scaglie di desideri e madreperla, schegge di possibilità da collezionare. Ne raccolgo qualcuna pensando di riportare in superficie qualche iridescente tesoro nascosto, di riannodare i fili invisibili degli incantesimi.
Chissà come si trova il coraggio di ricominciare, come si rimettono insieme i pezzi per tornare a brillare. Chissà come fanno le stelle a splendere mentre precipitano. Chissà come si chiude il libro senza conoscere il finale, come si può correre non sapendo camminare. Come ci si lascia scivolare addosso ciò che fa male.
Gli anni sono soffi sulle candeline, palloncini liberati tra canzoni corali e bollicine, fette di torta e sorprese. Ogni anno, per festeggiarne lo scorrere, rubo un giorno alla quotidianità fuori stagione e mi rifugio nell’abbraccio del mare. Mi fermo e lo guardo. Interrompo ogni contatto e lo interrogo.
Il mare cicatrizza le ferite, anche quelle che non si sanno di avere, soprattutto quelle che non si vedono. Lambisce i contorni, disinfetta i pensieri e per un attimo riempie tutti i vuoti.
Lo spirito si inebria di libertà.
Il sole gioca con i miei capelli e mi scalda la schiena. Mi alzo sorridendo senza sapere se la voce che sento dentro sia istinto o paura, prudenza o coscienza, saggezza o vigliaccheria. E forse per oggi non è importante.

@babyLux_93 per @tantipensieri

Foto dell’autrice

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