Un pomeriggio come tanti, un estate come tante altre, un tragitto come tanti altri e la spensieratezza di come son tanti e tanti giorni. Il sole che picchia forte, una bici che mi porta, e la fretta di giungere al lavoro. Pedali, pensi, canti pure, osservi, mediti, rifletti, cose di sempre. Ci son giorni che pensi ad una cosa, altri che ne pensi ad altre anche brutte, cose che non vorresti succedessero. Noi donne a volte ci facciamo pure certi pensieri, anche su certe situazioni, anche perché ne senti molte, ah, scusate, parlo di donne aggredite… penso sia inevitabile, a non pensarci e a volte ti balenano delle cose che non vorresti mai succedessero proprio a te. Perché pensi a certi uomini quelli che ti aggrediscono, o peggio a quelli che ti voglion far proprio violenza e pensi: “se mi capita un’aggressione o un pazzo che mi vuole far del male o violentare io che faccio?” Così finché sei sola finché sei a pedalare tra il silenzio di una stradina o tra un lungo fiume o in un qualsiasi posto, ci pensi… eccome che ci pensi. Io ci avevo pensato, proprio così, tra il silenzio di un pomeriggio d’estate e una pedalata per giungere al lavoro. E questo mio pensiero è stata la mia salvezza. Quindi ricomincio da capo, pomeriggio d’estate, sole che picchia e una bici che mi porta in quella stradina molto deserta, e io tutta felice per una bella giornata. Poi cambia tutto, in attimo può cambiare ed è cambiato il paesaggio e lo spirito libero. Perché arriva lui, l’uomo pazzo o violento quello che le donne non le vede nemmeno, le vuole prendere e basta e non si interessa di come. Quindi usa un ordine per fermarmi, usa poi le mani per bloccarmi e la forza per stringermi… Tensione e terrore ma la consapevolezza che qualcosa posso ancora fare…, gli occhi di lui fuori di testa, il suo corpo impazzito, io che miracolosamente mantengo la mia lucidità. Poi è un attimo, e mi esce quel che avevo sempre pensato per potermi difendere da questa terribile situazione. È una frase, una breve ma lucida e importante frase che mi salva la vita. Non la scrivo, non la voglio dire, mi è rimasta dentro, ma è bastata per salvarmi e per far fuggire quell’uomo. Una mia parola ha battuto quel che lui credeva la sua “povera” forza. Altro non avrei potuto fare. E mi sono salvata.

Sabrina Zanella

immagini dal web

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