Leggendo un articolo su Tantipensieri ho sentito poi subito il bisogno di rispondere. Il pezzo che ho letto descriveva l’ amore per la lettura, l’ atto del leggere che diventa a volte compulsivo e atemporale perché spesso trascina in un tempo parallelo ed immaginario. L’autore fa partecipi tutti dei libri più significativi della sua vita ed innesca la curiosità di conoscere i ” suoi testi ” e di chiedersi quali siano invece i propri libri , quelli che hanno segnato un momento o quelli che hanno insegnato. Diventa così uno scambio reciproco, anche un conoscersi attraverso le opere che si amano. Il romanzo che ho amato ed amo più di tutti è “L’amante di lady Chatterley” di D. H. Lawrence, non mi sorprese tanto il fatto che fu un libro censurato per molto tempo perché forte e a tratti erotico, mi colpì invece la descrizione di un autore uomo capace di saper descrivere con profonda conoscenza l’animo femminile. Alla fine mi sono innamorata dello scrittore e di tutti i suoi testi. Come “Il serpente piumato” , sempre di Lawrence che mi ha fatto nascere la passione per il Messico non andata più via. Ho amato “I Buddenbrook , decadenza di una famiglia” di T. Mann , mi appassionò perché raccontava la storia di una famiglia, sarà per il fatto che sono interessata agli alberi genealogici, a come si incrocino in una famiglia le radici, gli eventi, le dinamiche emozionali. Mi commosse ” Storia di una capinera” di Verga, mi ricordo che piansi nel leggerlo, chissà forse le metafore, gli esempi di una libertà limitata, delle rinunce, mi sembravano ancora troppo dure da accettare.

” I Ponti di Madison County “, questo è il mio libro romantico, l’incontro di due persone, i pochi momenti di gioia vissuti, la sincronia d’animo che può esserci tra un uomo ed una donna, l’amore… Io però non l’avrei lasciato andare… Io quando amo non voglio perdere il mio amore. Infine tra i diversi libri che ricordo con affetto c’è “Il prato di camomilla” di cui non ricordo mai l’autore e in verità forse non è nemmeno molto noto. Mi fu regalato quando avevo dieci anni, era un’ opera per adulti, prima leggevo le fiabe, poi venni catapultata nei libri per i “grandi”, un romanzo intenso, forte, causa poi del divorare gli altri libri che si susseguirono. Le opere che ho amato ogni tanto le rileggo, li rispolvero, li coccolo, imparo di nuovo, un po’ come dirgli: “Ciao come stai? È molto che non ci vediamo. Io son cresciuta, cambiata e tu? Cosa hai da dirmi ora?” 

È questo un articolo scritto in due momenti: il primo di getto, il secondo è stato generato da un tempo più lungo, quello della riflessione. Amo la lettura perché di essa mi nutro, mi arricchisco, mi induce a pensare; è un’attività per me di cui difficilmente parlo, solo mia; stavolta ho fatto un’eccezione, certamente non ho nessuna intenzione di elencarne ancora altri, conosco io ciò che ho letto e ciò mi basta. 

La lettura non si indirizza solo verso i libri, esiste un campo ben più vasto: un manuale, un articolo, una canzone…

Ognuno si arricchisce scegliendo ciò che è più in sincronia con la propria individualità, passione, talento. Trovo ridicola la sterile collezione di libri, l’ostentare quanti se ne siano letti, sottovalutare chi non li legge perché il loro interesse si avvicina ad altre forme di lettura. Anzi spesso in questo modo non rimane un’emozione, non resta un sapere aggiunto, troppo presi nel memorizzare autori e titoli. La lettura è invece un atto concreto di gratitudine verso coloro che condividono un po’ di sé scrivendo; è sempre la condivisione ciò che arricchisce l’ animo. La lettura è uno specchio, uno spettacolo, una crescita, una partenza, ma non potrà mai essere fine a se stessa. 

La vita non fa nessuna affermazione assoluta. È tutta una chiamata e una risposta

(D. H. Lawrence) 

Leandra Tersigni per @tantipensieri

Immagine dal web

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