Ai margini di un prato in fiore, l’erba alta si muove assecondando l’aria calda profumata di nuova stagione. Il sole asciuga la pioggerella mattutina rimasta sulle foglie spesse e verdissime della frondosa magnolia centenaria. Incrocio le gambe e guardo le nuvole spostarsi in cielo: candide e soffici traghettano pensieri positivi da una riva all’altra del mio campo visivo. Scivolano veloci, come se avessero fretta di raggiungere una nuova dimensione. E i ricordi mi portano alla deriva.
Era un anno fa. I preparativi fremevano e la voglia di stare insieme vibrava potente e meravigliosa nell’atmosfera carica di attesa. Eri sul binario ad aspettarmi. Le tue labbra avevano il sapore dell’estate e io, in punta di piedi, avrei fatto qualunque cosa perché quel bacio non finisse. Era una limpida serata di fine giugno. L’elegante piazza principale ci accoglieva in tutta la sua luminosa maestosità. Il cielo era una tavolozza di azzurro, viola e le sfumature intermedie che si spandono dopo il tramonto. Mi piaceva giocare con le tue dita sul tavolo, tra aperitivi e caffè freddi. Il vento rincorreva i miei capelli, si nascondeva tra le pieghe del vestito blu, ti accarezzava sbadatamente e fuggiva. Mi guardavi come se fossi stata l’imperdibile attrazione del momento e io sorridevo felice. La folla vociante aumentava, i lampioni si spegnevano e lo spettacolo stava per iniziare. Una musica cullante, dolce, avvolgente si diffondeva alzando il volume fino a sentirla rimbombare nello stomaco. I fuochi d’artificio esplodevano grandissimi, estasianti, scenici, colorati protagonisti indiscussi nell’immenso palcoscenico della notte; magistrali ballerini esibiti a tempo di canzone, trasportati nei ritmi, accecanti di stupore. I volti in alto, gli sguardi incantati. Ero davanti a te, la testa appoggiata al tuo petto. Le tue braccia mi stringevano come se avessero avuto paura che potessi svanire in un attimo e volessero trattenermi con te in quella piccola magica eternità. Sembrava tutto per noi, un’intoccabile, delicata bolla dorata fluttuante nell’evanescente cascata di sfavillanti luccichii e ultime scintille perse nel fiume.
Era un anno fa, ma non sono mai andata via completamente. Era un anno fa ed è cambiato tutto da quella sera. Le nostre vite non si sfiorano più e siamo tornati gli sconosciuti che eravamo prima che i nostri cuori si scontrassero.
Adesso sono qui, tra leggere farfalle variopinte, a cercare la forza dei soffioni, che si lasciano sciogliere ma volano lontano e anche se distrutti esaudiscono desideri. Ne raccolgo uno e soffio… le piumette bianche volteggiano eteree, si disperdono e si confondono con l’attorno. Così come i miei battiti, così come le mie malinconie.
Più tardi salirò sul tetto e aspetterò la rappresentazione pirotecnica.
Anche se da qui e non ci sarà.
Anche se non ci sei e non dovrei.
Anche se.

@babyLux_93 per @tantipensieri

Foto dell’autrice

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