Dopo una serata in pizzeria riporto a casa la mia amica Francesca.
È stranamente silenziosa, guarda fuori dal finestrino e si gira nervosamente l’anello al dito.
Intuisco che sta cercando le parole giuste per parlarmi, poi improvvisamente si gira, mi guarda e tutta d’un fiato mi dice: “C’è qualcosa che non va con Giacomo”.
L’ascolto in silenzio, ascolto le sue paure, ascolto il suo dolore.
Avrei una risposta semplice, quasi banale di fronte alle sue domande: “Giacomo ha un’altra“, ma non glielo dico e ci lasciamo con la promessa di risentirci.
Nei giorni successivi le parole di Francesca continuano a ronzarmi nella testa e decido che devo agire.
Mi faccio dare tutte le informazioni necessarie e mi improvviso detective.
Il mercoledì sera mi apposto con l’auto nella strada dove abita Giacomo; la sua moto è parcheggiata sotto il suo appartamento.
Alle venti esce puntuale, casco in mano.
Inizio a seguirlo sperando che vada veramente a giocare a calcetto con gli amici, ma dopo svariati chilometri non mi ritrovo al campo di calcetto ma nei pressi della zona residenziale.
Vedo Giacomo fermare la moto e suonare il campanello di una graziosa villetta.
Dopo pochi secondi scatta il cancelletto, si apre la porta ed intravedo una donna che lo bacia con passione.
Quando torno a casa è mezzanotte passata.
Ho la testa piena di mille dubbi, ma decido di proseguire la mia ricerca sull’amante di Giacomo.
Da Facebook scopro, grazie al nome sul campanello, che ha 45 anni, è divorziata e lavora come commessa in un centro commerciale.
E ora che faccio? Chiedo a Francesca di vederci e le dico “Sai, Giacomo ti tradisce?”
No, non ne avrei il coraggio.
Quello che so è che Francesca merita di più e cercherò di farle scoprire che Giacomo ha un’altra donna nel modo più indolore possibile.
È mercoledì sera.
Ho invitato Francesca ad uscire dicendole che voglio portarla in un nuovo locale.
Faccio finta di sbagliare strada mentre lei ride divertita.
Rallento davanti alla villetta numero 14.
Francesca gira lo sguardo e vede la moto di Giacomo.
“Sembra la sua moto – mi dice con il volto pallido – Fammi controllare la targa”.
Faccio retromarcia, lei osserva e ha la conferma di quello che forse sospettava da tempo ma non aveva il coraggio di ammettere a sé stessa.
Rimaniamo in silenzio fino a quando Giacomo esce dalla villetta, bacia la sua amante con passione e sgomma via sulla sua moto.
Francesca ricaccia indietro le lacrime, la riporto a casa e restiamo in macchina a parlare a lungo.
“È stato il destino a portarci in quella via” dice Francesca.
Io abbasso lo sguardo e non ribatto.
In fondo la verità ha sempre un prezzo da pagare.

Mbarbie per @tantipensieri

Immagine dal web

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