Prima di qualsiasi altra cosa mi spaventano le persone indifferenti, quelle a cui può cadere una bomba di fianco e siccome non sono ferite si  alzano e se ne vanno. L’indifferenza è uno dei mali del nuovo millennio, questo me lo dicono gli anziani, dicono che la generazione nata a cavallo del nuovo secolo è sempre più indifferente, disinteressata, vuota.

Mi spaventa quella gente del: “basta che stia bene io” , quella del: “non mi rompete le palle”, quella, quella lì. È gente che spesso non prende posizione, se non restare sulla propria perfetta ed immobile, è gente da cui si allontanerebbe anche una zecca.

Mi spaventa chi mi dice: “ti sono vicino, ricordati per qualsiasi cosa ti sono vicino”, invece è lontano da te anni luce, è una versione più evoluta di quella di prima ,“basta che stia bene io”, è un prototipo di “Persona non Persona”, convinta di ciò che dice a parole ma non ancora sviluppata per essere convinta e dimostrarlo nei fatti!

Mi spaventano le persone che ti incensano: “che brava che sei, che bella che sei” per poi girarti e sentire quell’alitata sul collo, di chi sta pensando il contrario di ciò che ti appena detto, peraltro senza che tu chiedessi nulla.

Mi spaventano i voltafaccia, anch’essi un’evoluzione degli incensatori. Sono quelli che finché servi… Puff non servi più e ciao!

Mi spaventano i finti intellettuali che, con una laurea in tasca e quattro vocaboli forbiti, credono di essere i nuovi Nobel. Avere una laurea al giorno d’oggi è importante intendiamoci, ma perché millantare cultura nei confronti di chi ti ascolta. Che ne sanno questi intellettualoidi di me, di te e di noi, da voler convincere le folle? Che ne sanno davvero di chi è di fronte a loro e li ascolta? Perché a sentire siamo tutti bravissimi ad ascoltare molto meno.

Mi spaventano quelli che: “io sono per la libertà di parola a tutti costi”. Lo sono anche io ma, se offendi me o il comune senso del pudore o ancor peggio il mio senso del pudore, allora la tua libertà lede la mia ed io ho la stessa sacrosanta libertà di dirti ciò che penso. Come la mettiamo? Il rispetto non ci sarebbe più se fossimo tutti davvero egualmente liberi di dire ciò che pensiamo? Ergo mi spaventano le mancanze di rispetto.

Mi spaventa chi ha molto da dire, da raccontare e non lo fa, perché questa società forse lo giudicherebbe un fallito, uno senza arte né parte e così ci perdiamo persone che si spaventano della società. Una società che si basa sull’essere, sull’avere e sull’apparire poi, chi se ne frega se quella persona avrebbe potuto cambiare il nostro modo di vedere le cose, chi se ne frega se quella persona avrebbe potuto dare, invece di avere, essere ed apparire.

Mi spaventa la gente arida, la gente che non ragiona con la sua testa, mi spaventa chi non ha idee e ricicla malamente quelle degli altri, mi spaventa una società che permette al ricco di dire al povero: “sei povero e ci resterai anche se combatti, se studi e se sei intelligente!”

Mi spaventa il mondo.

Nella mia vita però mi spaventa solo la morte e nemmeno tanto.

Arianna per tantipensieri

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