Non mi trovo più. Da troppo tempo. Mi riconosco, sono sempre io, ma non so dove sono finito. Le pareti della mia prigione mentale si stringono, ogni momento di più.
Mi giro da un lato, vedo desolazione, mi giro dall’altro, vedo caos. Ma ero bravo a organizzare il caos, ora mi ci sono perso. Non ho molte forze ancora, non ho molte voglie, il corridoio non ha porte, solo una in fondo, ma se cammino si allontana, se mi fermo si avvicina. Mi sono arreso sì. Sono debole? In questo momento sì troppo, sono problemi miei, non vostri. Non trovo stimoli, non trovo chi ero, dove sono stato mi ha segnato, troppe ferite troppi sbagli, non si può recuperare. I fili non si riallacciano, si sciolgono, sono consumati, sono lisi, sono finiti. Non si riesce a vivere solo nell’ora d’aria. Mi arrendo dopo averle provate tutte. La stanchezza vince, non mi sento un guerriero, mi sento un martire, vittima.
Sì, sì, sono vittimista, fa nulla. Ho i miei motivi, ognuno ha i suoi.
Io guardo ai miei, a quelli di pochissimi altri, cerco di aiutare, aiuto, metto la mia maschera e aiuto. Poi sono solo, di nuovo. Non so nemmeno se il punto è quello.
So solo che non ne posso più di niente.
Non mi trovo più.

E non voglio trovarmi.

Jack per tantipensieri

immagine dal web

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