Amo la notte e i suoi silenzi che amplificano tutto, soprattutto i rumori.
Amo la notte e le stelle che guardo rapita, con il naso all’insù.
Amo la notte e i suoi silenzi interrotti di tanto in tanto dal passaggio delle macchine o dei motorini.
Amo la notte e i suoi silenzi che amplificano tutto, anche il ticchettio dell’orologio.

Tic tac, tic tac le lancette scandiscono le ore, i minuti, i secondi.
Tutto scorre velocemente, troppo. La folle corsa del tempo, un ricorrersi senza tregua.
Io invece mi fermo; ho bisogno di aria, ho bisogno di respirare, ho bisogno di pensare. Mi rilasso.

Tic tac, tic tac adesso le lancette battono il tempo lentamente, come i battiti del mio cuore.
Finalmente posso chiudere gli occhi e immaginare, immaginarti.
Immagino la mia vita come un libro e noi sulle pagine bianche che profumano di nuovo iniziamo a delineare i contorni delle parole.
Parole che in un primo momento sono timide poi sempre più sfacciate, sempre più audaci.
Mi prendi per mano e corriamo, abbiamo troppa fretta. Perché?

Tic tac, tic tac dobbiamo rallentare, finiremo le pagine o, peggio ancora, l’inchiostro.
Sei entrato nella mia vita come sopraggiungono i temporali estivi pieni di lampi, di fulmini e un venticello che si alza lieve, quei temporali che non ti lasciano scampo.
Mi hai travolto come un fiume in piena e quella piena mi ha portato sempre più vicino a te.
Noi così diversi ma così perfettamente simili.

Tic tac, tic tac rallenta e abbracciami. Scaldami.
Afferra la mia mente, i miei pensieri; prendi la mia anima e il mio cuore senza riserve, avidamente, viziosamente, intensamente.
Lasciami senza fiato.
Delinea i contorni del mio viso, colorami come fossi un alba o un tramonto; non lasciarmi in bianco e nero. Vivimi senza paure, come se non ci fosse un domani.
Amami, possiedimi con passione e follia; desiderami e fammi scivolare sulle tue dita; la mia pelle è argilla sotto le tue mani.
Mi plasmi, mi tocchi, mi desideri.

Tic tac, tic tac non ti fermare, continua a scrivere.
Anche quando ci saranno periodi bui, anche quando non avremmo più niente da dirci tu continua lo stesso a scrivere.
Quante parole ci siamo detti, quante parole ci siamo scritti in tutti questi anni.
Capitoli vissuti intensamente, capitoli dove i protagonisti eravamo noi.

Tic tac, tic tac il tempo ha iniziato a rincorrersi.

Tic tac, tic tac siamo arrivati all’ultima pagina. Che ne dici? Vogliamo scrivere il finale?

Mbarbie per @tantipensieri

immagini dal web

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