Compleanno

Compleanno

Un pianoforte non può suonare da solo. Era quello che ripeteva a sé stessa tutte le volte in cui passava davanti alla vetrina del negozio che vendeva pianoforti. Poteva esserci qualsiasi cosa per strada, qualsiasi attrazione, ma i suoi occhi finivano lì con la forza di due poli magnetici opposti. Il pianoforte a coda, con

Inno a Godot

Inno a Godot

L’attesa è una certezza che non conosco. Davanti allo specchio mi rende la posa irrisolta di una briciola troppo grossa per il becco, sulla panchina l’immobile statua di legno incisa da scritte di scalpello. Il tuo scudo egioco è lontano ma io aspetto, fragile granello nella tempesta degli àuguri presagi, coda gracile scodinzolante a fatica