E’ innegabile ormai che dalla prima edizione del Grande Fratello di 18 anni fa, gli italiani e il mondo intero abbiano perfettamente imparato a spiare.
Spiamo tutto.
Da un lato spiamo nelle dinamiche vere o costruite dei reality che hanno sdoganato anche gli atti più intimi e dall’altro ci facciamo spiare tramite i social network.
Il buco della serratura si allarga sempre di più diventando un enorme binocolo in 3D da cui osservare il mondo. Il come lo osserviamo e il come lo percepiamo sono invece ancora in fase di allestimento…
Ognuno percepisce ciò che vuole, un po’ perché c’è chi riesce a manovrare ad arte le nostre emozioni, i nostri pensieri e le nostre idee e un po’ perché ormai pensiamo di saper interpretare e spiegare qualunque evento.
Pensiamo di saper interpretare quando abbiamo solo imparato a spiare meglio e a volte nemmeno capiamo cosa esattamente stiamo spiando.
Apriamo uno smarthphone e pensiamo sia tutto “a portata di click” perché è già pronto e sistemato in virtual box per il cervello, ma temo non sia proprio così.
Questa nuova modalità di comunicazione e di osservazione del mondo ci sta mostrando le dinamiche che i nostri occhi e la nostra mente preferiscono vedere e capire, oscurando la realtà.
Siamo distratti dai social e dimentichiamo che per capire bisogna fare ben altro.
Sarò all’antica, ma credo che valga ancora la pena leggere un buon libro e studiare, credo sia importante il contatto vis-à-vis e che sia inutile chattare in modo compulsivo per arrivare a dirsi il nulla. Via etere è diventato difficile comprendersi anche su argomenti che una volta erano banali.
Per esempio: se chiacchiero di politica, oggi come oggi, pare che non esistano vie di mezzo e conterò solo che tu sia pro o contro. Ma dico: potrò essere contro in alcuni casi e pro in altri! E poi la politica italiana e le criticità del nostro paese sono davvero così cristalline da poter essere veicolate tramite internet e sottoposte a giudizio di tutto il mondo? I nostri politici stanno davvero facendo i politici? Non vi sembrano piuttosto degli (per usare un termine tanto alla moda) influencer?
Non era meglio quando per le comunicazioni al Paese si utilizzavano esclusivamente i canali istituzionali e ufficiali invece di affidarsi ai facili istinti con i quali si digita un concetto serio tramite un social network, un forum o altre diavolerie moderne?
Ci siamo abituati a subire il buco della serratura sulla vita. Ci siamo adeguati e lo amiamo, lo odiamo e (spero) lo gestiamo in modo giocoso. I temi seri però?
Economia, politica ed umanità non andrebbero protetti, filtrati e spiegati in modo più chiaro?
Non ho ovviamente risposte, ma credo fermamente che la comunicazione tramite le varie serrature dovrà per forza migliorare, o ne usciremo sempre più confusi.

Arianna per tantipensieri.it
Immagini dal web

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