E’ andato anche questo. Come un temporale improvviso, intenso ma bagnato, senza lampi che ti avvisino, ma con tanta pioggia. Lacrime e sorrisi, urla e sussurri.
Siamo di nuovo nella vita frenetica, senza rendercene conto.
Eppure ogni volta, ci coglie impreparati, anche se sappiamo che arriva senza fretta, allora perchè? Perchè non siamo mai pronti? Pronti alle conseguenze, alle azioni che non dipendono da noi, ma da quello che ci succede intorno.
Il cielo di agosto e’ cosi’, caldo e azzurro, pigro e invitante, ammalia coi suoi richiami, sa di promesse mancate, di inviti svogliati, di strade battute da troppe vite, mischiate, confuse, una nell’altra.
Un circolo eterno, cambiano solo gli attori, ma la recita no, quella rimane immutata.
Illusioni, canti lontani, sirene ingannevoli, giorni tortuosi, ma li vogliamo ogni volta.
Assetati cerchiamo l’acqua, poi ne beviamo troppa, o troppo poca.
Ora che il sole gira piu’ veloce, ora che i semafori sono i nostri compagni al mattino, quel cielo ci manca, ma forse no, forse e’ solo nostalgia di quello che non e’ stato.
Buffo no? O assurdo, come volete, scegliete il termine adatto. Tanto sono parole, la sostanza e’ quella.
Quanta luce sprecata, gli occhi non si abituano mai, perchè sono piu’ al sicuro ora, che siamo di nuovo avvolti da noi stessi, dai nostri ritmi, dalle nostre domande .
Il cielo d’agosto, ruba le stelle.

jack per @tantipensieri
Immagine dal web

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