“Gli aeroporti conoscono i sentimenti più sinceri” scrivevo su Facebook qualche anno fa. E ne ho la conferma oggi, mentre attendo notizie del mio aereo diretto a Catania.
Seduta in un angolo con le gambe appoggiate sulla valigia e un (immancabile) libro in mano, vedo la gente che passa veloce davanti a me: c’è qualcuno che corre sentendo il suo nome pronunciato dall’altoparlante, un gruppo di ragazzi pianifica la settimana di vacanze, un bambino piange perché il suo papà non partirà con lui. C’è chi, come me, non vede l’ora di tornare a casa, chi sbraita per il ritardo lamentandosi dell’inefficienza della compagnia aerea… e poi li vedo: due ragazzi, avranno più o meno la mia età, lui con uno zaino enorme sulle spalle che trascina un trolley, lei ha con sé solo una piccola borsetta e indossa gli occhiali da sole. Arrivati poco prima dei controlli li sfila e non posso non notare il mascara sbavato. Si abbracciano e lei scoppia in un pianto disperato. Stretti l’un l’altro si giurano amore, contano i giorni che mancano al prossimo incontro, fanno fatica a lasciarsi andare.
Chissà quante volte le hostess hanno visto queste scene… chissà, se gli aereoporti potessero parlare, quante storie avrebbero da raccontare!

Arycaffa per @tantipensieri
Immagine dal web

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