Era la prima estate che passavo al mare, un posto bellissimo che mi faceva star bene. Le persone lo guardavano incantate.
All’inizio ero un po’ timoroso: tanta eleganza mi attirava, ma allo stesso tempo mi metteva un filo d’ansia, quella di non essere all’altezza di tanta bellezza.
Di quel mare ho imparato ad amare la quiete della mattina presto, quando la giornata sta per nascere, quando i colori sono ancora tenui e i modi gentili.
Trascorrevo minuti interminabili ad ammirare lo scintillio del sole riflesso, come una risata che illuminava tutto il panorama. Mi capitava anche di saggiarne la freddezza dopo una giornata piovosa, come se mi sfidasse a non aver paura.
Più di tutto mi sono innamorato del vestito che il mare indossava la sera, quando nessuno lo guardava, quando poteva essere sé stesso.
Libero di mostrare i suoi stati d’animo soltanto a me. Silenziosamente lo ascoltavo lasciando che mi accarezzasse i piedi nudi.
Il legame che si creava era un qualcosa che non avrei mai più riprovato.
In nessun altro posto.
Quella l’estate in cui mi innamoravo di Lei, il mio mare.

TreVerdi per @tantipensieri
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