A volte giungono cose straordinarie, ricordi che si portano nel cuore.
Come quel bacio rubato per la prima volta alla persona amata, quella serata in piazza a ridere a crepapelle per nulla, un tramonto, un’alba, una qualunque cosa abbia portato un po’ di serenità o, almeno, una lieve distrazione, una deviazione dalla strada che si percorre abitualmente.
Giorni indimenticabili che restano sempre impressi come le vivide immagini che appaiono quando si chiudono gli occhi e s’immagina qualcosa di bello, le piccole cose che creano una timida ruga sul volto, la forma di un sorriso.
Questi rammenti che vagano liberi vanno e vengono quando pare loro, di tanto in tanto portano un velo di malinconia, una delicata tristezza per non poter vivere più quel momento con le stesse persone, con le stesse sensazioni, con le stesse emozioni. In quante seconde volte si rimpiange la prima. Alla fine, però, rivivere la stessa cosa ripetutamente la rende ordinaria e ne disperde l’essenza.
Per non cadere nel tranello della malinconia basta pensare che qualunque ricordo si porti nel cuore è stato un bene viverlo e non rimpiangerlo perché non accadrà più. Aprire la porta e uscire fuori, fuori dalle banalità, dalla quotidianità e dalle apparenze che frenano un immenso istinto. Creare momenti indelebili scritti a matita sulle pareti del cuore, come vecchi murales sbiaditi dalle intemperie.
Conservare quel diario, quel calendario per tenere i ricordi attaccati al muro.

Giuseppe Caputo per @tantipensieri
Immagine dal web

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