Mi avvicino alla finestra sorseggiando una tazza di caffè fumante. Nel camino brucia il primo fuoco dell’inverno. La legna crepita rassicurante, nascono faville, zampilli, gocce di fuoco. Le fiamme danzano rosseggianti diffondendo quel tepore nostalgico di ricordi e antichità. Su qualche davanzale è già stata accesa la zucca intagliata. Si, perché la tradizione irlandese racconta che questa sia la notte degli spettri. Fantasmi infestanti, lupi mannari, creature terrificanti, vampiri assetati di sangue, stregonerie potenti, porte scricchiolanti, fluidi verdi, alberi spogli e cimiteri con i cancelli socchiusi. L’ansia serpeggia per i vicoli deserti, l’ignoto giganteggia sull’immaginazione e sono brividi, ma non di freddo.
Disegno col dito cuoricini sul vetro appannato e ripenso a quando il 31 ottobre significava pigiama party con le mie amiche. Rossetto viola, trucco pesante e unghie laccate di nero. Quando il liceo sembrava non poter finire e ci copiavamo a vicenda i compiti di matematica. Quando la settimana girava intorno alle versioni di latino e si cercavano scuse per non fare ginnastica. Quando passava tutto col suono dell’ultima campanella e sorridevo con la felicità di chi non sa cosa significhi perdere qualcuno.
Accendo una candela, tremolante fiaccola per segnare la via alle anime vaganti, nel caso stanotte fossero davvero più presenti. Sono convinta che l’amore non possa finire e chi non può più dirmelo di persona, lo manifesta in altre piccole cose, coincidenze, segnali, profumi. Non sono mai sola.
Fuori il buio infittisce e si gonfia di temporale, i nuvoloni neri carichi di lampi si addensano coprendo le stelle.
In cucina l’atmosfera si affumica e avvolgente stringe nell’abbraccio di una coccola.

@babyLux_93 per @tantipensieri
Foto dell’autrice

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