Quando ero piccola, con mia madre, non passava una sera in cui non andassi a trovare i miei nonni.
Fino ai 15 anni ho avuto anche una dolcissima bisnonna, la ricordo sempre con il sorriso, seduta sulla sua poltrona a guardare la tv. Fino a che le è stato possibile lavorava anche all’uncinetto.
Il tour di visite partiva da lì, subito dopo si passava dai miei nonni paterni.
Mio nonno guardava la tv, non perdeva una puntata di “Terra promessa”, mentre mia nonna (anche lei lavorava ai ferri e all’uncinetto fino a qualche anno fa) preparava la cena. Lì si mangiava presto la sera, ad orari del nord direi adesso.
Il giro si concludeva dai miei nonni materni.
Mio nonno mi aspettava sempre per regalarmi un pacco di patatine o un cioccolatino che aveva vinto al bar e per fare, insieme a mio fratello e mia cugina, una partita a carte. Mia nonna cucinava quello che avevano raccolto in campagna, mentre ci preparava una fetta di pane con wurstel e maionese.
I ricordi più belli della mia infanzia restano legati a loro 5: ai lunghi pomeriggi trascorsi a casa della mia bisnonna, ai racconti di Giufà mia nonna materna, ai detti popolari di mio nonno paterno, alla crema dei cannoli di mia nonna paterna (che anche se mi ha dato la ricetta non riesco a fare uguale) e ai racconti di mio nonno materno, che era nato alla fine della prima guerra mondiale e aveva combattuto durante la seconda.
I miei nonni sono morti entrambi 10 anni fa e le mie nonne non sono più in buona salute. Ancora adesso, quando sono in paese, sono rari i giorni in cui non vado a trovarle, a chieder loro come stanno, a chiacchierare con loro.
Sono fiera di poter dire di avere e aver avuto dei nonni splendidi con cui ho passato momenti che PURTROPPO non torneranno più.
I nonni danno amore incondizionato, protezione, sostegno, pazienza: non è un caso se la loro festa coincide con la festa degli angeli!

Arycaffa per @tantipensieri
Foto dell’autrice

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