Apro la porta di quella che era casa mia e vengo avvolta da un misto di emozioni, sensazioni e profumi. È la prima volta che torno a casa dopo mesi ed è la prima volta che la vedo così, vuota e senza di lui.
Lui è mio padre.
Un uomo la cui presenza si faceva sentire, ogni angolo, ogni più piccola parte della nostra casa aveva il suo tocco, un’ impronta indelebile, un marchio di fabbrica suo e solo suo, che nessun altro avrebbe potuto rendere così bello.
La mia casa con i divani fatti su misura, i tendaggi abbinati alle pareti ed all’arredo, i quadri antichi, i soprammobili scelti con affetto, il bagno degli ospiti curato in ogni particolare, la cucina con le suppellettili in rame che hanno ancora quell’odore di antico e moderno che, solo chi sceglie con attenzione, sa creare.
Gli specchi sparsi per casa dove mi rivedo con papà a provare quel vestitino nuovo o quel maglioncino perfetto, come solamente lui sapeva abbinare per me. Gli specchi dei ricordi e dei sorrisi.
Le nostro foto ovunque: mamma e papà sposi, mamma e papà in viaggio di nozze, in bianco e nero o a colori, i miei bellissimi 18 anni, le foto dei nostri viaggi, le foto del mio matrimonio di cui papà e mamma tanto avevano sorriso insieme a me.
Gli armadi pieni del suo unico ed inimitabile profumo, i suoi completi perfetti, le sue camicie sempre amorosamente e splendidamente stirate dalla mamma ed infine le sue cravatte, in ordine di colore. Papà metteva giacca e cravatta anche per andare a fare la spesa, era sempre bellissimo, impeccabile e profumato. Fino alle fine della sua malattia, adoravo sbaciucchiarlo come da bambina e lui adorava me, adorava la sua famiglia, innamorato di noi ed innamorato, giustamente, della sua casa.
I sacrifici ecco, sentivo anche quelli. Vedevo in ogni bel mobile, in ogni servizio di piatti e bicchieri; i sacrifici fatti per pagarli e per tenere sempre tutto pulito, profumato ed in ordine; la bellezza di sfoggiarli come abiti sempre nuovi, davanti ai nostri ospiti e commensali ogni volta che abbiamo potuto.
Papà, quando apparecchiava il nostro bellissimo tavolo, sceglieva tutto nei minimi dettagli, dal menu al tipo di posate da offrire, dalla scelta del vino al bicchiere più adatto per gustarlo, anche il cestino del pane era d’argento, perché lui era fatto così.
Lui metteva il suo amore in tutto.
Non voglio perdere tutti questi ricordi né i profumi, non voglio abbandonare le mie radici o quello che lui mi ha insegnato. Sarà per questo che ogni volta che entrerò nella mia casa sentirò il cuore battere forte e rivedrò tutto ciò che abbiamo vissuto.
Un profumo, uno solo: quello dell’amore.

arianna1972 per @tantipensieri
Immagine dal web

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