Un viaggio in treno o polpastrelli legati al volante all’ora di punta.
Lo vedo nella mia testa, come un pittore abbozza in modo spartano il suo prossimo protagonista, senza paesaggi attorno o virgole a darne risalto, ma così, un nudo crudo, a carboncino, con le sfumature grigie attorno, a sottolineare che è possibile essere realisti anche senza colori e allora io così lo disegno attraverso le parole.

Occhi bassi e mille incertezze.
Un taglio incolto di barba sul viso stanco, trasandato da pensieri che si aggrovigliano tra le mani.
Quotidianità che pulsa oltre i polsi, ormai in modo da far stringere i pugni con rabbia.
Fino a che non arriva lei.
Un abbraccio di parole ed è subito amicizia, nasce quasi immediatamente un legame, un “ci sono se ci sei”, qualcosa che poi va oltre fino a diventare indispensabile, un prendere le difese dell’altro anche in situazioni assurde, infantili, per due adulti.
Uno spalleggiarsi, un “faccio ciò che fai tu così non sbaglio”, una debolezza di personalità.
Lui stanco del suo presente, lei perfetta nel ruolo di eletta.
Una sorta di zerbino per piedi di piombo.
Un mio disegno che appunta nei sul viso dei protagonisti, sotto peluria ispida e trucco impeccabile.
Li coloro caricando sui loro sguardi, inebetito l’uomo, spavaldo la donna. Un rapporto nascosto dietro veli di lavoro e monotonie, dietro trambusti di traffici che ogni giorno hanno la stessa intensità, quasi due ragazzi tra di loro, menefreghisti del resto, anche dinnanzi alla ragione degli altri.
In fondo l’attorno conta poco per lei e lui, come un cane fedele, non ruba di certo la scena alla sua donna, sebbene lo sia solo nella sua mente.
Intrallazzi, grovigli, silenzi e poi assoli come quegli attori che fanno comparse, ma che vengono ricordati per le scene che impersonano.
Lui comparsa in un film dalla pellicola rovinata, ma non dal tempo, dalle scena sfuocate, inibite dal fascino di lei.
Lui fermo e avvolto nella nebbia, un uomo puerile, un uomo che non sa emergere ma resta dietro il profumo di una donna che mai diverrà sua.
Anche questo può fare di un uomo un uomo?
O solo un individuo a caccia degli stimoli giusti mentre la sua vita lo annoia?

Di certo so che per ora è solo il protagonista di un mio racconto.

Debora Alberti per @tantipensieri
Immagine dal web

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